Cisco Image, Nell’Angolo Di Paola Palmaroli

Ci sono ritratti di una forza tale che mi ricordano certe pietre scolpite dal getto di una cascata, lentamente modificate fin nel profondo della loro struttura.

Cisco Image

I volti umani possiedono la profonda energia dell’acqua che scorre a valle da una montagna trascinando dietro di sé le pietre, l’antica magia della pioggia che cade dal cielo portando con se la sabbia dei deserti, la dolcezza dell’acqua che fluisce apparentemente placida nei grandi fiumi raggiungendo il mare, disperdendosi in mille rivoli nelle pianure attraversate. Volti come pietre modellate dall’acqua, pietre come le ossa che fungono da impalcatura per il cranio, acqua come il liquido sguardo che qui l’autore di questo ritratto ha reso essenza di saggezza e di un’umanità preziosa quanto insostituibile. Il volto umano spesso mostra una verità scomoda, una fatica ed un’esistenza che porta il peso delle scelte altrui oltre che delle proprie.

Come si fa ad incrociare uno sguardo come questo e rimanere insensibili al suo vissuto? Come ci si abitua alla miseria degli altri, al dolore degli altri, alla rassegnazione inscritta in quelle rughe, in quel sorriso dolcissimo ed amaro allo stesso tempo. Posso solo immaginare quello che prova, cosa significhi portare un peso simile sulla testa, oppure sulle spalle, posso solo sforzarmi di entrare in empatia con il suo vissuto, con chi deve conquistare ogni giorno il pane con cui nutrirsi, posso solo immaginare tutto questo. Tuttavia c’è un senso che supera il confine dell’immaginazione, lo chiamiamo “vista” e concede poco alla fantasia, qualcosa di più all’immaginazione, nulla all’ignoranza dei pregiudizi che soffocano i sensi. Ho ascoltato racconti, ho letto testimonianze che facevano accapponare la pelle, sono annegata col cuore in sguardi come quello che ho di fronte grazie alla visione di chi è stato capace di incrociarli, di testimoniarli.

Ci sono uomini e donne capaci di far parlare un silenzio che diventa assordante man mano che si penetra nelle sue profondità, ci sono fotografi che indondono la luce nelle ombre dense come macigni, che tolgono il velo ad atmosfere edulcorate da una finta pieta che ci vuole tutti commossi ma nessuno mai in prima linea per vedere quello che accade, che succede a buona parte del mondo conosciuto. C’è chi riesce a far parlare quel silenzio che incombe come un macigno, come un sacco pesante sostenuto dal capo ed il fotografo di questo scatto è uno di loro. Forse testimoniando quello che hai incontrato e visto qualcosa cambia, impercettibilmente, nel pensiero comune!

Tanti anni fa un poeta cileno scrisse: “Il dolore degli altri” Così raccontanva ciò che il ritratto davanti a noi ci mostra con disarmante dolcezza!: “Accanto a me c’era un’ombra nera e alta che parlava e parlava. Parlava di una tristezza amara e indefinita che scavava la quieta della sua esistenza. Cercava di farmi capire che non c’è solo l’angoscia dell’uomo che non ha nulla: lui aveva tutto. Eppure, qualcosa faceva franare insensibilmente la sua vitalità. Però io comprendevo quella che era compensazione naturale. Sono tanti gli uomini che non hanno nulla e che soffrono trapanati dal desiderio e dal bisogno che questo eccedente, questo peso negativo del dolore della miseria umana, si scarica sugli altri che non dovrebbero soffrire. E’ la legge inevitabile, l’equilibrio della natura, che pesa come un giogo sugli uomini e fa sì che cerchino una nuova giustizia che annulli il sentimento di dolore comune a molti e purifichi la felicità degli altri, fondendoli, uguagliandoli nell’armonico ritmo della vita.” Pablo Neruda.

Accade con una fotografia come quella che ci ha donato Cisco ci evochi un accordo musicale, una poesia, una riflessione, un dipinto, una voce, l’odore del sudore, un incontro, un gesto faticoso! Se mai la fotografia è riuscita a trasmettere delle emozioni sono proprio queste che a me interessano e che sviluppano un itinerario simile a quello della storia umana raccontata dalla paleontologia che narra di un essere antico, della filosofia che narra della nascita delle idee, della musica che racconta le vibrazioni del mondo e di chi ci vive. Ci sono tanti modi di scrivere, di descrivere e fotografare l’essere umano, usare il mezzo fotografico è tra i più affascinanti e complessi, riesce a donare soddisfazioni che implicano quel ritrovarsi nello sguardo del mondo racchiuso nello spazio fisico ed emotivo di un volto com. Abbiamo davanti a noi un uomo ed in tanti modi diversi ci riconosciamo nei dettagli che lo caratterizzano, la piega delle labbra, il sorriso, le rughe, la fatica, la dolcezza. Che privilegio incontrare e trovare l’essenza dell’umanità in un volto, in una fusione di intenti che ha trasformato il ritratto in un reportage, una testimonianza accorata e sincera di quella parte di noi che luci ed ombre si contendono, di giorno come di notte, a nord od a sud dell’Equatore.

Cisco, grazie per averci fatto conoscere la forza e la grandezza delle emozioni, la dignità della fatica che scolpisce i volti umani tanto quanto i corpi, simile all’acqua che nel suo fluire polverizza le pietre, scolpisce le montagne. Conosci un segreto e lo sveli con icredibile bravura e generosità, un mare di idee e di esperienze, di umori e di sentimenti confluiscono nei volti che ritrai. Chi affina tale dono si mette in realazione con l’essenza dell’esistenza infusa in uno sguardo e da qui il passo è breve per andare oltre quel fotogramma, per misurarsi con tutto ciò che non vediamo ma sappiamo esistere, pulsare di vita propria. Come si può affrontare la quotidianità senza conoscere quello chegli altri vedono o sentono lontani o vicini a noi, come si può abituarsi a vedere e non guardare a fondo nello sguardo del cuore del mondo. Gli occhi raccontano mille storie, sono specchi in cui rilfettere se stessi e trovare gli altri, sono confini da varcare, sono spazi da conquistare con rispetto, sono vibrazioni che ci fanno tremare e sentir fragili, impotenti e d’incanto mutar rotta, rendendoci forti e determinati ad incontrar l’altro, lo sconosciuto che è in noi e che abita gli sguardi altrui, un Tu che esplode fino a far deflagrare l’Io più superficiale ed inetto!

PP

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5 risposte a Cisco Image, Nell’Angolo Di Paola Palmaroli

  1. Un interprete di grande spessore, Cisco, e le letture sempre appaganti di Paola….
    A entrambi un abbraccio e un complimento grande!

  2. roberto burchi dice:

    Splendidi lavori, bravissimo Cisco! Brava Paola che accompagna i suoi scatti con altrettanto splendide letture.

    • Paola Palmaroli dice:

      Grazie Roberto, senza le visioni di Cisco le parole sarebbero mutilate come i pensieri! Bisogna aver davanti agli occhi quello di cui si parla ed entrare in contatto con le esperienze altrui.
      Cisco con il liguaggio fotografico è un veicolo ed un affabulatore fantastico, un’onda lunga che giunta a riva ci fa ascoltare il battito del mondo intero.

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