Massimo Della Latta, Nell’Angolo Di Paola Palmaroli

Le età dell’uomo così chiamiamo le varie fasi dell’esistenza umana. Ma appartengono solo agli uomini i giorni e le notti! Cosa definisce le età di una donna? Sono forse diverse da quelle di un uomo! Si tratta solo di un problema di termini, di definizioni?

Foto di Massimo Della Latta

Non credo proprio e questo splendido ritratto lo testimonia. Abbiamo il compagno di una vita seduto davanti alla sua “donna”, uniti da un vincolo che supera il sacramento stesso del matrimonio. Un legame che è vissuto, che è comunione di giorni felici e di notti avvolte dalla preoccupazione, di responsabilità condivise e suddivise! Abbiamo un treno in corsa e questo volto che appare stanco, quasi vinto da una tristezza che spegnerebbe anche l’universo intero se non fosse che il tempo prosegue sempre la sua strada con o senza di noi! Speriamo sempre che il tempo si fermi, sospenda il suo cammino, si impietosisca di noi e ci abbracci nel bene come nel male, per darci un attimo di respiro! Le età di una donna sono inscritte nelle emozioni che ha provato, non c’è bellezza che sfiorisca per la siccità o per la mancanza di cure, solo il dolore riesce laddove la natura non può mettere mano! Le donne sono capaci di portare dentro di sé la vita e di custodirla per nove lune prima di donarla al tempo! Le donne sono dee o regine prive di scettro e di fedeli, trovano sempre un posto speciale nel loro cuore per custodire chi scelgono di amare e custodire, lasciando fuori dalla porta se stesse, sacrificando con dolcezza disarmante il proprio vissuto. Non per superficialità ma per generosità restano in balia di tempeste e di grandine, la loro età si misura dalla capacità di saper conservare quel guizzo di speranza che neppure la disperazione può sottrarre impunemente. Ci sono giorni in cui le occhiaie saranno abissi profondi ed altri in cui verranno riempite da un sorriso, da un gesto, da quella capacità di resuscitare dopo essere state ridotte in cenere, quando perfino la brace ardente si è fossilizzata.

Michelangelo

Particolare della Vergine, dalla Pietà, 1497/1499, di Michelangelo Buonarroti

Ci sono donne fortunate che non vengono perse di vista da chi le ama, compagni preziosi e silenziosi capaci di dividere la buona e la cattiva sorte senza muovere ciglio, che rimangono accanto in silenzio ed attendono un gesto, una parola, una qualsiasi richiesta. Uomini che non perderanno di vista le loro compagne. Queste donne non invecchieranno mai neppure se saranno attraversate da dolori inumani, neppure quando la luce si spegnerà ed il buio penserà di aver vinto. La pelle sarà sciupata, gli occhi saranno rossi ed infiammati dalle lacrime, dall’insonnia, i capelli verranno pettinati dal vento, l’incedere sarà pesante, le loro voci sembreranno sussurri. Diventeranno ombre quando la luce si spegnerà, saranno alba quando attraverseranno la notte in punta di piedi, incarneranno la dolcezza della sera quando il giorno non avrà prospettive ne futuro, resteranno giovani dentro grazie a quella consapevolezza antica che è terra e radici profonde: grazie ad una certezza che deriva dal rappresentare un ventre caldo e rassicurante anche quando il gelo sopravanzerà, quando la siccità toglierà il respiro, quando mancherà la forza di seminare e di raccogliere! Le donne che si riconoscono in questa visione non sono regine o dee, sono comuni mortali che la vita marchia a fuoco senza riuscire mai a spezzare. Sembrano vinte ed invece continuano ad occuparsi del quotidiano vissuto, ad imbandire tavole e preparare pranzi, cene o colazioni, a stendere i panni o medicare ferite. Donne che salgono e scendono dal treno della vita con quella dolcezza disarmante negli occhi che le rende bellissime e vere come solo chi abdica alla disperazione può dimostrare di essere. Le donne che vincono il tempo sanno amministrare ogni emozione, dalla più piccola alla più grande senza aver bisogno di dar loro un nome perché le vivono con immediatezza e semplicità! Le donne senza tempo sono spesso tra noi, invisibili solo a sé stesse, non hanno età perché da piccole o da giovani, mature od anziane, traggono linfa vitale da chi amano, dai loro sentimenti. Chi suddivide le età della propria vita ha bisogno di classificarla, di darle un significato, di racchiudere in una bacheca i resti del proprio vissuto. Chi invece sa quanto sia più prezioso viverla e sentirla scorrere dentro di sé e non misurarla, chi la beve ogni giorno da calici amari o da fonti sorgive pure e cristalline la raccoglie nel palmo delle sue mani consapevole del suo fluire continuo. Quando si vive e non si ha tempo di analizzare quello che accade perché bisogna decidere sul momento cosa fare o non fare,, si segue per istinto una strada piuttosto che un’altra, si ascolta il cuore trovando l’intima ratio di ogni azione o ragionamento in quel flusso continuo cui diamo nomi diversi ma sempre di esistenza si tratta! Navigano a vista donne di questa specie, conoscono le correnti dei cieli, seguono come i marinai antichi le rotte delle stelle ed il profumo del mare e della terra. Chi crea e porta in sé il germe della vita non invecchia mai, neppure quando il ventre diventa sterile. Il sangue ed il nutrimento che una madre dona crea anticorpi che rimangono in circolo anche a chi li fornisce e non solo a chi li riceve. Un’immunità particolare caratterizza l’esistenza di queste donne, la chiamiamo paradossalmente “resistenza alla vita”. Chi si accorge di avere accanto un simile tesoro a volte riesce perfino a ritrarlo rendendo onore alla fortuna di averla incontrata e riconosciuta, incantato da un’anima e da un corpo che si fondono con dolcezza perché pulsanti di sentimenti propri, sinceri e veri come lo sguardo del cuore che li suggella. Occhi che possiedono una luce morbida e struggente che non cederà mai il passo od un istante del proprio divenire al nulla od al buio! Grazie Massimo per questo ritratto, il paesaggio umano più bello e vibrante da te colto e fissato per sempre in un’immagine. Un grande onore poterlo ammirare e sentire!

PP

 

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3 risposte a Massimo Della Latta, Nell’Angolo Di Paola Palmaroli

  1. Alberto dice:

    Una poesia la tua Paola! Hai tradotto l’immagine di Massimo per sublimarla a poesia pura con le tue parole! Grazie a tutte e due!

  2. Francesco Nucciotti dice:

    Quanto da te detto Paola, da giusto merito alla foto e letterariamente va oltre la poesia, quando il racconto, il sentire e la poesia si fondono, come solo una donna sa fare, nel suo essere, nel suo vivere, perché conosce la vita.

    • Paola Palmaroli dice:

      Francesco, grazie di cuore e non a nome di tutte le donne, sarebbe quasi scontato sottolinearlo, piuttosto a nome di quell’umanità che non conosce confini di genere ne di pensiero. Tu ne fai parte se riesci ad emozionarti come è successo a me davanti a questo ritratto strabiliante emotivamente e fotograficamente parlando: grazie ancora!

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