“Sfondiamo bene … mi raccomando!” – Importanza e scelta dello sfondo

Tra gli elementi che ogni fotografo deve valutare con attenzione quando decide un’inquadratura, lo “sfondo” è certamente uno dei più importanti. Meglio ancora si può dire che la progettazione di una buona immagine non può quasi mai prescindere dalla decisione di come farlo interagire con gli altri elementi di scena. Penso che a chiunque sia capitato di rimanere profondamente deluso quando con ansia ha atteso lo sviluppo del negativo o ha scaricato la memory card, riscontrando con amarezza che lo sfondo non era appropriato alla foto migliore della giornata o che vi era qualche “disturbo” in grado di penalizzarne l’efficacia;  a me è successo più volte ed ovviamente accade tuttora quando non sto attento o sono particolarmente sfortunato. Viceversa, come nel caso dell’Immagine 1, la progettazione di uno sfondo efficace permette di ottenere una foto in cui le relazioni tra i piani funzionano.

immagine1Immagine 1 – Marco “Fetch” Lano – Genova 2011

Facendo a tutti gli effetti parte della “composizione”, la scelta dello sfondo può scaturire da uno studio molto approfondito sia in fase di realizzazione, sia in fase di “sviluppo” della nostra immagine, come nella Foto di Gaspare Silverli (Immagine 2); in questo caso lo sfondo risulta talmente importante da rivestire il ruolo di “punctum” della narrazione.

immagine2Immagine 2- Gaspare Silverli – Gallery Febbraio 2014

E’ evidente l’importanza strategica dello sfondo il quale diventa il vero soggetto della ripresa, frutto di un lavoro lungo e complesso di acquisizione sul terreno e post produzione. In altri casi, invece, il processo di “identificazione” di uno “sfondo efficace” è più istintiva e quindi frutto della sensibilità e dell’abitudine dell’Autore a “guardarsi attorno”, come nel caso della Fotografia di Daniele Cusimano, il quale riconosce nella reiterata geometria di edificio il “piano” ideale per poter appoggiare gli elementi presenti in primo piano. (Immagine 3)

immagine3Immagine 3 – Daniele Cusumano – Gallery Febbraio 2014

L’autore gioca sul contrasto tra il rigore geometrico/tonale dello sfondo e lo spoglio arredo urbano per rappresentare la compressione in cui si ritrova il soggetto umano che transita nel campo visivo. Un buon viatico per rendere importante uno “sfondo” è quello di creare un importante “richiamo” rispetto agli elementi di scena in primo piano. Eccellenti esempi di tale approccio compositivo/narrativo ce li forniscono Uccio Conte (Immagine 4) e Angie Stergio (Immagine 5). Risulta in entrambi i casi evidente l’empatia che tali rappresentazioni conferiscono all’osservatore che si ritrova “imprigionato” in un loop senza via d’uscita.

immagine4Immagine 4 – Uccio Conte – Gallery Aprile 2014

immagine5Immagine 5 – Angie Stergio – Gallery Febbraio 2014

Si noti che le precedenti Immagini 4 e 5 mantengono entrambe la forza relativa ell’effetto “richiamo” tra lo sfondo ed il primo piano sebbene questi risultino invertiti in merito al punto di messa a fuoco. Vi sono casi molto numerosi (ad esempio nella fotografia di Architettura) in cui lo sfondo ideale è quello che non esiste. La ricerca di uno sfondo “neutro” che non distragga il lettore dal soggetto in primo piano è un viatico molto utilizzato, anzi indispensabile per la buona riuscita di una ripresa. La Fotografia di Mario Steigerwald (Immagine 6) è un esempio molto chiaro di efficacia di un “non sfondo” nel risaltare geometria e formalismo del primo piano.

immagine6Immagine 6 – Mario Steigerwald – Gallery Maggio 2014

L’immagine 6 applica alla “fotografia di strada” l’approccio molto rigoroso tipico delle foto di Architettura e di Paesaggio Urbano, non solo nella scelta dell’inquadratura e della resa tonale, ma (appunto) anche nella scelta dello sfondo. Resto spesso perplesso di fronte ad immagini di architettura in cui non si riesce a capire bene quale sia il soggetto vero, se l’entità architettonica o magari un cielo drammatico ed invadente che “spinge” per essere il protagonista. Un utilizzo perfetto simile dello sfondo è osservabile nella fotografia di Marco Redaelli (Immagine 7), ma a differenza dell’immagine precedente in questo caso esso ha una funzione di contrasto cromatico con i soggetti; la tonalità del verde è infatti complementare al piumaggio rossastro degli uccelli e ne enfatizza quindi la bellezza.

immagine7Immagine 7 – Marco Redaelli – Gallery Maggio 2014

 E’ noto che nella fotografia naturalistica e nella macro lo sfondo neutro viene utilizzato per non disturbare i soggetti ed al contempo esaltarne forma e toni con cromie idonee. Non si può certamente tralasciare uno degli elementi più importanti (ed utilizzati) per creare uno sfondo alle nostre fotografie: il cielo. Migliaia di fotografi escono di casa quando il cielo si “veste” di nuvole graziose, imponenti, colorate, ecc … alla ricerca dell’inquadratura e della luce giuste. E’ infatti innegabile che il cielo possa conferire un “mood” molto potente alle nostre immagini; è chiaro che sta nell’abilità e nella creatività dell’Autore il non “fermarsi” alla mera rappresentazione di un cielo drammatico o ammaliante per morbidezza, ma bensì sfruttarne le caratteristiche per creare delle narrazioni che coinvolgano emotivamente il lettore. L’immagine 8 di Francesco “sky” Lorusso, ci mostra la forza atavica della natura, sfruttando un imponente cumulonembo ed un primo piano in silhouette davvero emozionante.

immagine8Immagine 8 – Francesco “Sky” Lorusso – Gallery Marzo 2014

Con un approccio delicato e nostalgico ma egualmente emozionante, Daniela Pungitore (Immagine 9) ci racconta uno sprazzo di quotidianità urbana con leggerezza e sincronia tra il momento della donna ed il cielo sullo sfondo.

immagine9Immagine 9 – Daniela Pungitore – Gallery Febbraio 2014

In definitiva l’utilizzo dello sfondo appropriato è certamente un valore aggiunto alle nostre “creazioni” e quindi va elevato a rango di fattore fondamentale delle nostre immagini. Allenare l’occhio a individuare la giusta accoppiata soggetto – sfondo rappresenta certamente un approccio molto importante e ci permette di ricavare il meglio dalle nostre idee. L’immagine 10 di Giovanni Tisocco è a mio parere un esempio ben rappresentativo di questa sorta di “esercizio” ovvero di sforzo nel vedere e nel costruire anche sfruttando elementi decisamente “compositi” ma comunque sinergici.

immagine10Immagine 10 – Giovanni Tisocco – Gallery Aprile 2014

Lo sfondo, che sia pensato e ripensato oppure colto al volo od ancora frutto solamente di un colpo di “fortuna” può certamente determinare i destini di una nostra fotografia, dal cestino all’esposizione in una mostra … con tutto quello che ci sta in mezzo!

Un saluto a tutti

 

Di Marco “Fetch” Lano

Giugno 2014

 

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