Maria Luisa Lamanna, Nell’Angolo Di Paola Palmaroli

Quando si riesce a parlare restando in silenzio, quando si urla senza emettere alcun suono ne sospirando, quando si guarda in faccia la vita mettendosi in gioco fino all’ultimo respiro, quando tutto ciò assume i connotati del ritratto che state ammirando, fissato mirabilmente da Maria Luisa Lamanna allora si può affermare che stiamo ascoltando un essere umano e non solo guardandolo.

Foto di Maria Luisa LamannaIl viso di questa giovane donna ha lineamenti gentili ma fermi, appare in tutta la sua forza e determinazione e ci ingiunge di percepire quello che prova mentre la sua consapevolezza ci trapassa con lo sguardo. La poesia non si trova solo scritta in un libro, non l’ascoltiamo unicamente quando andiamo a scuola od a teatro, la poesia non è solo l’uso sapiente di una lingua e delle emozioni tradotte attraverso un alfabeto ben preciso, quella grafia unica ed irripetibile che rende ogni autore unico e riconoscibile dal suo stile. La poesia è uno sguardo, un modo di porsi, un rivelarsi senza infingimenti, senza ipocrisia, un modo di raccontare e di raccontarsi lasciando dietro le proprie spalle il passato dopo aver vissuto, elaborato ogni esperienza.

Qualcuno mi ha detto che la poesia è morta, che non riuscendo a cambiare l’orrore che è insito nella natura umana non ha raggiunto mai i suoi obiettivi, realizzato i suoi ideali. Può darsi che abbia ragione ma io reclamo il diritto a crederci ancora, per quel bisogno innato di superare ciò che di peggio l’uomo ha fatto dell’uomo, di vincere i nostri peggiori istinti,, di essere altro da sé. Lo sguardo fiero e struggente di questa giovane donna mi invita a farlo, mi racconta di sconfitte inevitabili, di delusioni profonde come gli oceani, di lame affilate che mi trapasseranno senza pietà alcuna; eppure in quella lotta disumana tra realtà e sogno, tra desiderio e volontà, tra ragione e sentimento, non voglio sapere chi vincerà, voglio sapere solo che di lotta si tratterà sempre, senza esclusione di colpi.

Amore e psiche non smetteranno mai di attirarsi e di respingersi, la poesia non cesserà mai di farsi ascoltare anche quando non avrà più voce ne inchiostro da spargere in ogni dove, anche quando pur guardando avanti e con determinazione si continuerà ad inciampare e cadere. Occhi bistrati, capelli spettinati, un cuore definito tanto tempo fa “indomito” che non si lascia fare a brandelli, questo forse è necessario capire quando ci si alza ogni mattina, affrontando il quotidiano sentire e divenire. Che sia una donna od un uomo non cambia certo la sostanza, percepire la poesia della vita è come fotografare una luce particolare, un raggio che si fa vestire anche dalle ombre, che si incunea tra le pieghe delle rughe d’espressione e le ridisegna mostrandoci lati nascosti ed altrettanto preziosi di un essere umano.

Questo ritratto è poesia pura, è un inno alla volontà di non venire mai meno a quella promessa antica e foriera di fatiche inumane che prima o poi gli esseri umani fanno a loro stessi: ” essere”! Andare incontro al proprio destino non è un’avventura romantica o tragica, non è un mistero da svelare o da cui farsi abbracciare anima e corpo, è semplicemente “essere se stessi” fino all’ultimo respiro! Grazie Maria Luisa Lamanna per la poesia che ci doni con il tuo semplice esistere e per i ritratti che sai rendere storie e racconti di straordinaria bellezza e verità!

PP

 

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