Eduard Frances, In Bianconero.

Fotografia, come racconto. Come geometria.
Ma soprattutto, fotografia come dimensione estetica, per accostarsi a una potenzialità del mondo…
 

Foto di Eduard Frances

“In Bianconero” ci aspetteremmo forse immagini realizzate in una dimensione strizzante l’occhio a un’idea di fine art. Immagini forse adamsiane. Scale di grigi entusiasmanti e tensione profonda verso ogni minuzia. Oppure, all’opposto, fotografie irriverentemente monocromatiche, capaci di tratteggi senza scampo, che so, alla Giacomelli…

Invace no. Nulla di tutto questo, nell’immagine che regala oggi alla Gabbia Armonica un autore spagnolo, di grande qualità davvero: Eduard Frances. Narratore di strada, che tra luce e vita ha costruito, nel tempo, una storia per immagini dell’esistente di assoluto rilievo…

Non troviamo, qui, elementi sorprendenti o funamboliche peripezie dentro la scala tonale. Anzi! Siamo in controluce, ma nemmeno dentro le suggestioni della pura silouhette. Troviamo qualche segno di evidente attenzione e cura nel trattamento, nella texture della parte bassa ad esempio, oppure in un cielo protagonista, ma che non deborda in facili esiti drammatici, semplicissimi da realizzare in era digitale, ma, ahimè, non sempre poi così significanti in chiave comunicativa…

Insomma, non siamo in presenza di un bianconero di quelli che sanno scatenare un  ola probabimente. E tuttavia, per molti versi, questa immagine riesce a essere magistralmente esemplare, per chi voglia dedicarsi alla rappresentazione del mondo per vie monocromatiche.

C’è un uso della luce che è assolutamente protagonista della scena, che scandisce un tempo, anche se proprio il tempo non è così chiaramente determinato… C’è la giusta tensione nel ricercare purezza formale, sia attraverso un’inquadratura rigorosa, in cui la bontà delle linee contribuisce non poco a determinare stabiltà, solidità del fotogramma, sia nella collocazione di tutti i protagonisti, vivi e inanimati, affinchè tutto possa scorrere fluido, senza che la lettura, o meglio il godimento, di questa fotografia possa essere turbato.

C’è quanto basta, nella gestualità dei protagonisti di questo momento ordinario, per intuire potenzialità e piccole storie. E c’è l’elemento portante, simbolo chiaro e ben scolpito nella memoria di ognuno, che regola il racconto. Che lo trasforma in qualcosa che immediatamente tutti noi possiamo collocare, nello spazio come nel nostro vissuto, sia questo assolutamente reale o semplicemente immaginario…

E tutto questo, spaccato banale di un luogo speciale, in una costruzione non casuale, a partire da un punto di ripresa capace di regalare grande dignità allo spazio, per arrivare a un uso del frame di grande equilibrio, con la linea portante orizzontale e quella verticale la dove devono essere, assolutamente ordinate, ma senza cadere nella noia tipica dell’eccesso di ortodossia.

Insomma, un’immagine che non si fonda su effetti speciali, che non ha la priorità di stupire a ogni costo. Piuttosto, un’immagine che racconta. Che sa vivere della propria geometria. Che è ricca della visione estetica di un autore davvero da ammirare.

Francesco Merenda, Agosto 2014. Nella Gabbia Armonica.

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Una risposta a Eduard Frances, In Bianconero.

  1. Alberto dice:

    Complimenti per l’ottima immagine che hai scovato Francesco, solo apparentemente “normale” ma studiata molto bene nella composizione e nella scena raccontata! A me ricorda un dipinto di Georges Seurat, sarà per il racconto narrato, sarà per l’estesa profondità di campo che rende l’immagine bidimensionale, lasciando all’occhio e alla mente la ricostruzione di un luogo e di una scena di vita, senza nessuna enfatizzazione. Un’immagine molto stimolante!!

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