Eduard Frances, Nell’Officina Di Marco “Fetch”

Per il rientro dalla “pausa” estiva vi propongo uno degli Autori che preferisco tra i tanti amici e bravi fotografi che frequentano la “Gabbia”. Lo stile di Eduard è ben riconoscibile per l’eleganza delle sue inquadratura ed al contempo l’efficacia narrativa di quanto rimane incluso nei suoi frames. La sua è una “fotografia di strada” incentrata prevalentemente sul confronto tra il paesaggio urbano ed i suoi abituali frequentatori, mantenendo spesso una certa distanza dal fulcro della scena e quindi accettando una “contestualizzazione” piuttosto estesa della stessa con l’ambiente circostante; è proprio in questi casi che la bravura e l’occhio di Eduard si distinguono, come nell’immagine che vi presento oggi.

Foto di Eduard Frances

Probabilmente c’è chi pensa che Eduard abbia ricevuto un grosso aiuto dalla “location” molto sfiziosa protagonista della foto; conclusione però affrettata e molto superficiale. Difatti, è proprio in tali contesti così “scenografici” che il fotografo rischia di trovarsi nel paradosso classico di non riuscire a “selezionare” con cura tra centinaia di possibilità, idee e stimoli visivi. Per cui, essere efficaci e lucidi nel portarsi a casa uno scatto “importante” è difficile quando trovare l’idea giusta in situazioni di assoluta carenza di soggetti.

Figura1

Figura 1

Ma andiamo nel dettaglio della foto di oggi. L’Autore ha evidenziato molto bene i due assoluti protagonisti della scena (la sfera ed il soggetto umano) in reciproco equilibrio di forza nonostante dimensioni così differenti (Figura 1); magia dei contrasti tonali e formali tra loro e quello che li circonda. Il tutto è “perimetrato” da linee guida prospettiche e da una solida base di appoggio.

Figura 1 – Il lettore individua immediatamente i due soggetti tra i quali ci sono equilibrio ed interazione 

Figura2

Figura 2

In un secondo tempo la lettura passa a codificare che cosa viene riflesso dalle ampie vetrate (Figura 2). L’immagine otticamente distorta dalla curvatura della superficie, oltre a fornire un piacevole “stacco” con l’aspetto formale del primo piano, rappresenta metaforicamente il “mondo” che si è lasciato alle spalle il soggetto umano camminando nella direzione opposta. Devo dire che mi piace molto la scelta effettuata da Eduard di includere una donna con un abbigliamento un po “naif” in evidente contrasto con l’ambiente architettonico moderno in cui è inserita; condivido inoltre la volontà di minimizzare all’interno del fotogramma la presenza di ulteriori soggetti umani.

Figura 2 – La lettura di quanto riflesso dalla sfera di vetro avviene in un secondo tempo

Figura3

Figura 3

La piccola porzione di sfondo che si intravvede ai lati della sfera non disturba affatto la lettura ma viceversa crea una sorta di “mimetismo” per il quale si perdono in un certo senso i “confini” reali di ciò che è sfondo e ciò che è riflesso (Figura 3); questo grazie anche alle ottimali condizioni ambientali e di illuminazione.

Figura 3 – Cielo e illuminazione sono sfruttati perfettamente nella scena

 

Mi rendo conto di essere un po di parte, ma da grande appassionato di street photography e di paesaggio urbano, devo dire che questa foto di Eduard Frances rappresenta una rara sintesi creativa tra questi due mondi, solo all’apparenza così distanti tra loro, se non altro per la prontezza e l’istinto che solitamente guidano il fotografo di strada in antitesi con la meditazione e l’accuratezza di che si occupal di architettura urbana.

Saluti a tutti

Giugno 2014

Marco de “Fetch” Lano

 

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2 risposte a Eduard Frances, Nell’Officina Di Marco “Fetch”

  1. Scatto davvero di grande qualità caro Eduard, nel solco di un tuo lavoro complessivo che consiglio a tutti di non perdere davvero!
    Splendida lettura Marco, utile davvero, come sempre!

    Ciao!

  2. Marca Barone dice:

    Magnifico straordinario scatto, interessante la lettura di Marco.
    tanti complimenti!

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