Effetto Donna. Nell’Angolo Di Paola Palmaroli

Foto di Annalisa Marino

Qualcuno di voi ricorderà il film “Effetto notte” (La Nuit américaine) del 1973 diretto da François Truffaut.

Il titolo si riferisce a una tecnica cinematografica, nota appunto come effetto notte, che consiste nel rendere “notturna” una ripresa fatta in piena luce grazie all’inserimento di un filtro blu davanti all’obiettivo. Vi chiederete a cosa serve tale riferimento proponendovi le foto di queste autrici e parafrasando il titolo del film in ” Effetto donna”. Osservando ogni singolo scatto, solo uno fa riferimento alle ombre ed al buio dell’anima, gli altri tre sono ritratti di donne eseguiti in piena luce, eppure comprenderete come da questa tecnica cinematografica e titolo sono partita per leggere i ritratti femminili che ho unito idealmente per descrivere l'”Effetto donna” di cui sopra.

Esistono tanti tipi di donna quanti sono i vissuti diversi che ognuna di noi si porta dietro quasi fossero la sua stessa pelle e,  l’effetto donna che ne scaturisce imprime all’immaginario collettivo e non solo a quello maschile un’idea, dei luoghi comuni, dei pregiudizi, in alcuni casi miti e simboli, come pure sogni e distorsioni simili a maschere. L’effetto donna che, in queste quattro immagini è sublimato al massimo grado dalle tre autrici che vi proponiamo,  si propone attraverso la fotografia come linguaggio di descrivere e rappresentare il femminino sacro che è in ogni donna.

Foto di Annalisa MarinoAbbiamo l’anima di una donna ripresa in interni, con le ombre che la vestono e la rendono struggente come non mai, china con la testa su una sedia. La penetrazione di un’anima attraverso il racconto fotografico, un istinto raffinato quello dell’autrice dello scatto  posto in essere con estrema cura ed intelligenza, una sensibilità  consapevole di quell”esserci anche nel dolore, nella disillusione, nella ricerca della luce che rende ben definito e chiaro il percorso cognitivo declinato al femminile.  Effetto notte in pieno giorno? Al contrario, effetto giorno in piena notte, in quell’oscurità che solo l’anima ed il linguaggio dei sentimenti riescono a disvelare. Descrivere emozioni così intense non è  facile, i sentimenti per loro natura sono come movimenti necessari, possono essere tradotti da infinite forme e spazi, ci si può inerpicare per metafore e miti, storie e linee geometriche per definirne i controni e la profondità!

Quello che Annalisa ha fotografato è una sintesi perfetta di un tutto che in un gesto, in una postura, in una presenza di luce soffusa, coglie l’essenza di un umore, di una sensazione che esce dai confini del suo scatto per rimbalzare fino a raggiungerci,  per diventare parte di noi e della memoria che ci contraddistingue. Chi non ricorda nella propria vita un simile momento? Non è necessario essere donna o uomo per poterlo provare ma, per raccontarlo il genere femminile è determinato a seguirne ogni traccia e sfumatura.

Quest’autrice è riuscita a rendere perfettamente speculare un’opposizione che non è in termini ma fa parte della realtà, è  carne come pure la pietra angolare dell’anima, è spirito, è divenire. Illuminando i capelli della prima donna seduta per terra con il capo reclinato sommessamente di lato su una sedia e, mostrandoci la solarità della seconda che ha i capelli illuminati e scomposti da una gioia rivestita dal vento, riesce ad esaltare la percezione che si ha del respiro e del desiderio di esserci in ogni istante della propria esistenza, di giorno come di notte, deluse o felici. Un’apoteosi tutta al femminile che incanta e ci fa riflettere su un effetto donna connaturato nel modo di percepire e di elaborare i sentimenti provati e, raramente parte fondante di una cultura pregiudiziale e vacua, quasi sempre parte essenziale di un sé vissuto con infinita immediatezza e sincerità.

Ci sono anime che riescono a non perdersi mai, non esistono barriere o confini di spazio o di tempo, qui troviamo sublimato l’effetto dirompente di appartenenza che nella vitalità dell’acqua si sublima, in un colpo di vento si concretizza. La fotografia vince spesso sia sul tempo che sullo spazio ecco perchè è così affascinante applicare il suo linguaggio alla percezione che abbiamo del nostro esistere. I sentimenti diventano istanti quando invece sono una scomposizione continua della conoscenza e dell’esperienza, un’implosione ed una dilatazione simile al battito cardiaco.

Non è difficile raccontare ma dare un senso ed un ritmo ad un racconto per cui valga la pena di perdersi in quella corrente invisibile di emozioni e di certezze da cui la storia stessa trae origine. La fotografia è un concentrato di storie, rappresenta un movimento necessario che fa parte sia della forza che della fragilità della comunicazione umana, è una scrittura, una delle più affascinanti con cui si misura l’essere ed i suoi sensi. L’effetto donna è declinabile sia dal giorno che dalla notte, complementi essenziali per il tempo, altrettanto per lo spazio vissuto ed occupato dalle donne come pure dagli uomini. Nell’animo femminile esiste una tensione continua ed irriducibile che le porta a cercare di comprendere l’animo maschile, il quale a sua volta non perde mai l’occasione per cogliere le inconguenze e/o le similitudini che ci fanno avvicinamo o ci respingono, quasi fossimo i poli magnetici di una calamita. Nella fragilità femminile esiste un contrappunto che è paradossalmente la voce stessa di una melodia capace di fungere da ritmo ideale e funzionale per respingere l’incomunicabilità umana in tutte le sue manifestazioni e contraddizioni.

Foto di Illavis VuelleGli esseri umani a volte sono come certi collezionisti di farfalle che le catturano vive e le infilzano senza pietà per cristallizzare la loro bellezza, la loro grazia. La femminilità ultimamente non ha nulla a che fare con quel femminino sacro di ancestrale memoria, tutto appare e vuol mostrare, fissare solo l’involucro, la forma, da cui è bandita l’essenza. L’effetto donna è un prezioso contenuto che comprende anche il contenitore. Alessandra in queste due immagini ha spezzato un incantesimo di vecchia data, usando il linguaggio fotografico, dando voce a quella sacralità di emozioni che nei corpi e nella loro bellezza  si rifanno ad una scrittura antica e di rara forza evocativa. Se mai le emozioni avessero un corpo lei certamente saprebbe sempre definirlo, visualizzarlo, tradurlo e con queste due immagini lo ha cominciato a fare, un percorso che la porterà lontano nel narrare la femminilità e le sue storie infinite.  Sa illuminare la notte di un’anima e vestire di fascino e di ombre il contenitore che la veste, ci fa percepire il suo fluire, un colpo di vento diventa la scrittura di un esserci che una sedia raccoglie con infinita pietà quasi accarezzando la testa che ivi si posa. Raggi di luce, ombre, il buio stesso è parte di un “effetto donna” dirompente in ogni sua immagine che ci propone e ci permette di disvelare.

Mentre Annalisa ci narra del potere della luce e delle ombre che l’anima imprime ad un corpo ed alla sua gestualità, Illavis Vuelle ci mostra la bellezza di quellle forme in tutto il loro splendore. Il corpo di una donna, per cui sono stati commessi crimini e iniziate guerre infinite, quel corpo conteso dalla morale e dalla religione, dalla legge e dalla bestialità umana, cantato dai poeti e descritto dai romanzieri, in questo scatto quel corpo è simile ad un bozzolo che si aprirà per liberare tutta la sua energia primigenia. La nascita di una donna, la sua crescita, il suo sviluppo sono inscritti in quel corpo che la definisce, la libera o la relega in spazi predefiniti, come pure reinventati ogni volta da chi l’ama, la venera, la rispetta, la desidera, la vuol conoscere per quello che è.

L’effetto di un corpo di donna su chi lo guarda e lo abbraccia è come  il calore della luce in  pieno giorno, come le ombre che la notte ruba alle sue forme e descrive ponedo confini e margini alla sua sacralità, abbracciando nella luce emessa dalla sua energia quell’inquietudine che la bellezza infonde sempre quando la si ammira, una sensualità morbida e delicata che incanta, una carezza infinita che non conosce ne inizio ne fine. Un’esperienza che è scolpita nell’immaginario e nel sangue di ogni essere umano, partendo da ciò che evoca il corpo di una madre ed arrivando a ciò che ispira l’animo maschile quando vive ed osserva  il corpo della propria donna.

Infine, ma potrebbe benissimo essere l’inizio, abbiamo l’apoteosi di questo effetto donna mirabile ed eccezionalmente descritto dalle prime due autrici grazie  all’immagine proposta da Lucia Bianchi.

Foto di Lucia BianchiOsserviamo una coppia di artisti di strada, ci immergiamo in un donarsi con gioia al proprio uomo dopo essersi fidata delle sue abilità volteggiando in aria, al terimine di evoluzioni che l’allenamento instancabile rende magia pura. Questa donna appare felice, entuasiasta, come fosse stata trasformata dalle braccia del suo compagno in una dea, in aria, in vento, in respiro,  in una concentrazione  di cellule cui il corpo dona energia pura, come se le sue  ossa,  i muscoli i tendini la carne, fossero fusi in quelli dell’uomo che ha davanti Un dono di sè che in quel sorriso diventa un abbraccio deflagrante, un silenzio, un pathos che si frantuma in mille modi diversi per dire ” ci sono”, ” ci sei “, una complicità che è magma, che è vita e gioia quasi infantile nella sua esplosione ed immediatezza. 

Un istante prezioso e vero come non mai, trasmesso con infinita delicatezza e naturalezza, mostrandoci la forza espressiva e dirompente dell’amore che dirige  verso l’altro ogni sua manifestazione fisica, un tocco, una risata, un protendersi liberatorio che produce un incantamento cui l’effetto donna non è estraneo, mentre l’uomo tiene aperte le braccia e si protende verso il viso di chi lo sto baciando con gli occhi e con ogni cellula del proprio essere con estrema dolcezza e sicurezza. Intorno tutte le presenze umane che li hanno ammirati pochi istanti prima paiono ammutolite e sorprese tranne una , sorridente e compiaciuta di quell’esplosione di forza e di gioia!

La memoria induce ogni essere umano a fissare uno, mille istanti come fossero sempre  i più preziosi della propria esistenza, il successivo più importante del precedente, invece ogni attimo è fondamentale per quello che verrà,  ci permetterà di viverlo imparando sempre di più a coglierlp quando si manifesterà e non successivamente, privati del succo  del presente e cristallizzati nella scorza indurita del passato. La fotografia permette all’essere di connettersi con sensazioni che l’effetto straordinario del suo vissuto concentra in uno scatto, permette di riscrivere la luce nel buio ed il buio nella luce e, consapevoli di questa testimonianza, di questa dilatazione del tempo che ci pare irreale e funzionale al nostro bisogno di ricordare quanto accade, nel bene come nel male questa scrittura ci consente di comunicare bisogno primario di ogni anima, di ogni corpo! 

Tre donne, tre fotografe, quattro immagini,  il racconto di un universo che chiede solo di essere attraversato e percorso in tutta la sua vastità ed immensità, alla ricerca di un segno di un effetto che sia comunemente ascrivibile al divenire femminile  e non l’eccezione del suo potere narrativo ed immaginifico.  Quando la fotografia riesce a descrivere tutto questo con estrema naturalezza e forza allora siamo di fronte alla fusione tra immagini e pensieri! Queste fotografie sono per me la prova dell’esistenza di un’effetto donna che le tre autrici hanno sapientemente  visualizzato per noi. In questi quattro scatti troviamo il loro personale racconto, la loro esperienza, la loro intima visione della loro natura, una visione ch’io ho cercato di rendere corale come è giusto che sia, testimonianza di quella parte del cielo che mai ha cercato, deciso o tentato di realizzarsi nel rimanere separata dal suo perfetto e complementare opposto: l’uomo. Irriducibili sono i nostri tentativi nel superare questa ancestrale lotta fra titani, la fotografia ne è la perfetta e più moderna scrittura ed evocazione.

Si parte sempre da una storia per raccontare se stesse e gli altri, questa è solo un delle tante che attraverso le immagini diventa struggente filtro di conoscenza e di comunicazione! Grazie di cuore Annalisa, Illavis, Lucia……..!

PP

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Una risposta a Effetto Donna. Nell’Angolo Di Paola Palmaroli

  1. lubi dice:

    un immenso grazie a te Paola!!! per lo spazio che ci hai dedicato e per ciò che hai scritto, non potevi scegliere parole migliori, che partono dal cuore e arrivano al cuore! Grazie!!!

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