Fotografia naturalistica: mimetismo e appostamento

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Siamo dunque arrivati al punto in cui possiamo costruire la nostra postazione fotografica.

Ora davanti a noi si presentano 2 scelte: costruire un capanno fisso oppure utilizzarne uno mobile. Entrambe le opzioni hanno i loro pro e i loro contro; vediamo di analizzarle partendo dalla soluzione più semplice e cioè il capanno mobile. Questo è un espediente utilizzato da moltissimi fotografi naturalisti. È veloce da montare e pratico, a seconda della giornata e della luce lo si può tranquillamente spostare e orientare allungando notevolmente il tempo a nostra disposizione per fotografare.

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Img1260 : Il capanno mobile risulta più efficace se abbinato ad elementi del luogo

Per alcune specie particolarmente diffidenti però esso non funziona. Il motivo è semplice: Gli animali conoscono perfettamente il loro territorio e ogni nuovo elemento che vi viene inserito li mette in guardia rendendoli diffidenti. Rapportando la situazione a noi esseri umani è come se entrando in casa, ci accorgiamo che in soggiorno c’è un tavolo che prima non c’era oppure che i nostri mobili sono stati spostati. Il nostro primo pensiero è ovviamente che qualcuno si è introdotto in casa nostra e questo ci mette in allarme. Per gli animali è la stessa cosa.

Ci sono alcune specie particolarmente confidenti che non prestano molta attenzione a questo mentre per altre la presenza del nostro capanno mobile è una vera e propria minaccia che le terrà lontane da noi. Per ovviare almeno in parte a questo inconveniente è sempre bene piazzare il nostro capanno di fianco ad un albero o un cespuglio, in modo tale che esso sia meno evidente e invasivo.

Un’altra accortezza che può facilitarci il lavoro è quella di mettere al posto del nostro capanno, una volta che abbiamo finito di fotografare, un telo mimetico sorretto da un paio di bastoni. In questo modo gli animali vedranno sempre una presenza e piano piano ci si abitueranno . Pare subito ovvio che una soluzione di questo tipo è valida se utilizzata a breve termine, perché il “finto capanno” che piazzeremo quando non fotografiamo, è in genere una struttura molto fragile per cui basta un temporale per distruggerlo.

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Img7327b: Uno dei grandi vantaggi del capanno fisso è la possibilità di praticare aperture per fotografare da vari punti di ripresa

La scelta che a lungo termine da i risultati migliori è comunque il capanno fisso. Il ragionamento è sempre lo stesso: all’inizio gli animali saranno intimiditi da questa nuova presenza ma col tempo ci si abitueranno. Vedendolo giorno e notte esso diventerà per loro parte integrante dell’habitat con tutti i vantaggi che questo comporta. Essendo per loro alla stessa stregua di un albero o di un masso, non avranno alcun timore nell’avvicinarsi a esso permettendoci di scattare foto splendide, immortalando attimi che difficilmente riusciremmo a cogliere.

Altro vantaggio del capanno fisso è che in esso possiamo creare varie aperture per fotografare da diversi punti di ripresa: ad esempio potremo farne una a filo del terreno, una a 1 metro di altezza, un’altra a 2 metri in modo da essere sempre paralleli ai soggetti nelle varie situazioni che ci si presentano.

Questa scelta ha comunque anche dei lati negativi. La postazione sarà ovviamente fissa per cui difficilmente utilizzabile in tutte le ore del giorno, esiste inoltre il rischio che qualche malintenzionato vedendo il vostro capanno decida di distruggerlo o utilizzarlo a vostra insaputa , rischiando così di vanificare tutti i vostri sforzi. Io consiglio come primo approccio di costruire una struttura semplice, che vi costi poco sia in termini di tempo che di soldi . Una volta appurato che il capanno funziona dal punto di vista fotografico e che non ci sono problemi di vandalismo e cose simili, allora potremo sempre rifarlo in modo più professionale.

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Img6673: E’ basilare usare per se stessi e per la propria attrezzatura abbigliamento e coperture mimetiche

C’è poi da considerare l’impegno e la costanza che un capanno fisso richiede. Questo genere di soluzione ha bisogno di molto tempo per dare i suoi frutti, mesi a volte 1 anno o più. Il motivo è presto detto: un capanno fisso è spesso accompagnato da un “set fotografico”, in pratica si piazzano sul terreno dei posatoi con delle mangiatoie per attirare gli animali. Questo sistema però funziona bene soprattutto in inverno quando il cibo scarseggia, per cui oltre al fatto che essi dovranno abituarsi alla presenza della struttura si aggiunge che dovranno associare quel determinato posto al cibo, aggiungiamoci poi il suddetto fatto che questo sistema funziona soprattutto nei mesi invernali e si capisce subito che la cosa andrà per le lunghe. Non disperiamo però. Questo non vuol, dire che per mesi voi andrete nel vostro capanno e non farete nemmeno una foto. Molte delle specie, come i passeriformi più comuni , si abituano molto in fretta, per cui cinci, pettirossi e fringuelli non mancheranno di sicuro. All’inizio saranno in numero esiguo e poi col tempo aumenteranno. E più animali sono presenti più saranno le opportunità fotografiche .

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Img0828: Per costruire un capanno fisso bastano pochi e semplici elementi

Per darvi un’idea di quello che può rendere questo tipo di struttura vi dico che al mio capanno nel bosco (ora purtroppo dismesso per cause di forza maggiore) arrivavano anche 50\60 uccelli tutti assieme di almeno 7\8 specie diverse. Insomma c’era da divertirsi parecchio! Una cosa però va sempre tenuta a mente: se s’inizia ad alimentare un posto, bisogna andare avanti. Con criterio, come abbiamo detto nello scorso episodio, ma con costanza. Può sembrare una cosa da poco ma vi assicuro che è un vero impegno. E’ quindi consigliabile scegliere un luogo vicino a casa oppure al vostro posto di lavoro in modo da poter ottimizzare i tempi e ridurre i costi.

Ora che abbiamo analizzato i pro e i contro di entrambe le soluzioni passiamo alla realizzazione vera e propria del nostro capanno fisso. Come si può facilmente immaginare le soluzioni sono infinite e variano da caso a caso secondo l’ambiente che ci circonda. Le regole base da seguire però sono sempre le stesse: la struttura deve essere poco appariscente ma funzionale, garantendoci una buona mobilità interna , una buona visuale e la possibilità di avere vari punti di ripresa sia laterali sia orizzontali che verticali.

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Img0740: esempio di capanno fisso-temporaneo

E’ anche importante che il capanno sia ben impermeabilizzato e anche areato. In genere si utilizzano materiali semplici come assi di legno per sorreggere la struttura e teli di cellophane per ricoprirla, questi ultimi è importante che non siano lucidi, per le cosiddette finestre si potranno usare delle comunissime zanzariere che garantiscono al tempo stesso una buona visuale e una altrettanto buona copertura nascondendoci alla vista degli animali.

Si possono usare anche strutture pre assemblate come quelle per le serre o le tende da campeggio. E’ inoltre importantissimo informarsi bene sul materiale la sua provenienza, ad esempio le classiche stuoie formate da cannette che spesso si usano nei giardini possono contenere dei parassiti provenienti dall’oriente che sono in grado di causare enormi danni all’ecosistema. In ogni caso però la presenza di un capanno sia esso fisso o mobile va sempre accompagnata da un abbigliamento consono e a un comportamento adeguato alla situazione. Il capanno ci nasconde alla vista degli animali ma se al suo interno parliamo a voce alta, facciamo rumore ecc. esso diventerà completamente inutile.

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Img0654: per fotografare soggetti particolarmente diffidenti è consigliabile coprire il più possibile il capanno mobile con ramie frasche

L’ultimo caso che andiamo ad analizzare è quello di un capanno fisso da utilizzare per un tempo limitato. In genere si sceglie questa soluzione quando si vuole fotografare un animale al nido o nei momenti di passo. Che cosa sono questi ultimi? Spesso succede che nei mesi invernali alcune specie di uccelli si fermano per un limitato numero di giorni in una zona per rifocillarsi oppure perché le condizioni climatiche non consentono loro di proseguire il viaggio. In questo caso è inutile sprecare tempo e soldi perché l’utilità del nostro capanno sarà limitata a qualche giorno o al limite settimana.

Si consiglia dunque di costruirsi un nascondiglio utilizzando materiali presenti sul posto, come tronchi o cespugli, magari abbinandoli a reti e teli mimetici creando una sorta di struttura ibrida che sarà comunque funzionale al nostro scopo.

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Img2011: Il capanno fisso ha bisogni di tempo per dare risultati, nelle prime settimane è opportuno abbinarlo a delle mangiatoie coperte

Discorso simile si può fare nel caso in cui si vuole fotografare un animale al nido. In questo caso però bisogna prestare la massima attenzione e cura perché, come abbiamo già visto nel primo numero di questa rubrica , se i genitori si sentono minacciati posso abbandonare il nido. Se siete alle prime armi vi sconsiglio vivamente questa pratica, piuttosto osservate da lontano in modo da apprendere il più possibile sulla specie in questione e farvi trovare poi pronti la stagione successiva. Un buon modo per mimetizzarsi al volo per poco tempo è quello di utilizzare una rete mimetica, essa abbinata ad un vestiario con colori simili a quelli dell’ambiente circostante può dare ottimi risultati nel caso di appostamenti di qualche ora.

Ovviamente per tutte le situazioni che ho descritto esistono infinite variabili, in queste righe ho solo voluto dettare delle linee guida. Nel prossimo numero passeremo alla fase di scatto vera e propria e spenderemo anche qualche parola sull’attrezzatura.

A presto!

 Le Fotografie dell’articolo sono di Marco Redaelli

 

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Tutti gli articoli di Marco, dedicati alla fotografia naturalistica

 

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