“Il Mio Perù”. Di Stefano Belussi

Photo: Stefano Belussi

L’impegno, il pensiero che l’altro c‘è. L’idea che ognuno di noi può aiutarlo, il mondo.
Ecco: questo è forse il motivo da cercare qui. Insieme a un amico, a un fotografo, che non si racconta
oggi, ora, attraverso la sostanza artistica.
Che piuttosto ci apre una porta su quel senso sociale, che della fotografia è nella natura.

Insieme alle parole, di Paola Palmaroli.

 

Un Piatto Di RisoQuando ho ascoltato per la prima volta Stefano Belussi raccontare la sua esperienza e testimonianza come volontario in Perù tra i bambini sfruttati, abbandonati, sani o portatori di handicap, mi sono chiesta: ” perchè laggiù, perchè non qui in Italia, cosa lo ha spinto ad andare fino ai confini del mondo conosciuto?”.

Mentre mi raccontava la sua idea e mi rivelava il suo vissuto ho cominicato a visionare le fotografie e, davanti ai miei occhi ho ritrovato scatto dopo scatto il cuore di un mondo e quello di chi sta lavorando da anni per riscattare l’indifferenza e l’orrore dell’infanzia tradita nelle aspettative, nei diritti, nel suo divenire. Qui o in qualsiasi altro paese del mondo conosciuto quel che conta è non smettere di guardare negli occhi di coloro che non hanno orizzonte ne futuro.

Quando ho incontrato quelli di chi bloccata in un letto da tempo immemorabile non conosce altro cielo se non attraverso le parole ed il racconto di chi le ha dato la vita e la custodisce, la protegge, la sostiene, la cura, non rinunciando mai ad ascoltare il suo respiro: quando un gesto mi ha disarmato e commosso: quando ho udito la rabbia e sono stata colpita da uno sgurado ferocemente duro e sospettoso di chi è stata violata non solo nel corpo ma anche nella sua crescita: quando il presente urla e soffoca nella polvere sottile sia la luce che le ombre: quando si viene strattonati da un orrore liquido e puro che investe e soffoca, ho scoperto che non volevo far altro che esserci, anche in modo lieve, anche in punta di piedi, collaborando con Stefano e contribuendo a sostenere così il progetto descritto dal libro in ogni suo fotogramma, in ogni parola che lo definisce e lo accompagna.

Perchè non siano solo parole ma occhiali, libri, latte e pane, medicine, libertà e futuro, rispetto e dignità…

PP

 Photo: Stefano Belussi

Le parole, di Stefano.

“Nel 2009, ho iniziato a seguire sul suo blog, un architetto di Bergamo, 45 anni, che ha venduto tutto per dedicarsi agli altri. Laico e senza famiglia, ma con tanta voglia di fare qualcosa. Ha iniziato ad andare con Mato Grosso, poi con Caritas in vari centri del 3° o 4° mondo. Per caso è capitato in Perù a Tablada de Lurin, l’inferno del Perù dove operano due donne, una di Marostica (Daniela) e l’altra Maruja (peruviana) che da oltre 30 anni si sono unite per aiutare i più bisognosi.

Hanno iniziato sotto una tenda ora vivono in una struttura di cemento e hanno costruito con l’aiuto della provincia di Trento e Arambè, una struttura chiamata biblioteca che al 3° piano ha 4 stanze per chi vuole fare turismo solidale e sotto ci sono alcune aule per raccogliere i bambini nel doposcuola. Ora sono 160 bambini suddivisi in tre diverse fasce di orario che tramite volontari da tutto il mondo, aiutano a fare i compiti e danno loro un bicchiere di latte e un pezzo di pane per nutrirli.

Photo: Stefano BelussiIn principio il loro scopo è stato quello di accudire bambine abbandonate sulla strada, poi hanno proseguito con i bambini per toglierli dalla prostituzione e lavoro minorile e spaccio di droghe. Negli ultimi anni hanno iniziato ad aiutare i bambini down che purtroppo stanno aumentando di numero per problematiche dovute al parto (ospedali fatiscenti) ma sopratutto per incesti.

I bambini down per loro mentalità di popolazione,sono una maledizione e i papà quando sanno che il figlio è down scappano dalla famiglia lasciando la mamma sola, la quale dovendo lavorare per mangiare, lascia il bambino down in una gabbia di ferro con la ciotola per l’acqua e una ciotola per un po’ di pane, come animali.    Non ci credevo finche nel 2010 ho preso l’aereo e sono volato la per vedere se veramente il mondo che ci raccontano certe persone è vero. Purtroppo era vero.

In quel periodo mi sono subito affezionato a loro ed ho iniziato a vivere con loro nelle loro case capendo di cosa avevano bisogno. Al rientro ho iniziato a costituire la mia onlus (http://www.nichaonlus.org )  per aiutarli io direttamente così ogni euro preso, ero sicuro che andava a buon fine non come le varie associazioni che solo il 20% arriva a destinazione.

Photo: Stefano BelussiIn questi anni ho aiutato 7/8 famiglie per fare in modo che i bambini down andassero a fare ogni settimana le terapie che servono per la manipolazione, per il movimento facciale, il movimento in acqua e a scuola con i bambini “normali”, tutto in strutture private perché in quelle dello stato sono come detto prima una maledizione.

Quest’anno a marzo sono ritornato (20 gg)  per riabbracciare le vecchie famiglie e vedere i progressi fatti. Oltre a ciò ho visitato altre famiglie ed ora aiuto 21 bambini. Purtroppo io li aiuto con il mio solo stipendio e non sono capace di chiedere soldi a nessuno, quindi mi sono ingegnato unendo la mia passione (fotografia) per cercare di raccogliere fondi per i progetti. Nel corso degli anni ho pagato direttamente operazioni alle anche per dei bambini, acquistato protesi, bustini, occhiali, ho fatto sistemare a oltre 100 bambini i denti perché essendo poco nutriti, e senza calcio, i denti sono la prima cosa che perdono. 

Photo: Stefano Belussi

Ecco, il libro nasce per questo, per aiutare me ad aiutare loro.

Si sviluppa in 4 capitoli, vita quotidiana, lavoro e prostituzione minorile e scuola, luoghi (loro case) e per ultimo qualche foto di bambini che aiutiamo, ma sempre presi in una situazione che non faccia vedere che sono down, quello lo vedono le persone normali ……  Ho voluto sperimentare un tipo di libro fotografico diverso dal solito, cioè la lettura della fotografia attraverso le parole. 

Paola Palmaroli ha accompagnato parte delle foto e Sandra Marcocci ha scritto le poesie, attraverso la visione delle sole fotografie.”

Il Mio Perù. Stefano Belussi

Per sostenere questo progetto, potete semplicemente acquistare il libro,
i cui proventi andranno interamente a sostenere le attività della Onlus in Perù.

Per acquistarlo, al prezzo di € 24,00, potete scrivere direttamente a Nicha Onlus:
nichaonlus@nichaonlus.org

Oppure rivolgervi alla Gabbia Armonica, scrivendo a:
info@gabbiarmonica.it
 

Per seguire Nicha Onlus, nel web:
http://www.nichaonlus.org

 

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