Eriko Hasegawa, Nell’Officina Di Marco “Fetch”

Si può affermare che le proposte visive di Eriko contribuiscono da tempo al livello qualitativo della “condivisione” fotografica complessiva di Gabbia Armonica.

Immagini urbane presentate con uno stile “noir” molto riconoscibile ed esteticamente affascinante. Eriko ha certamente un ottimo occhio fotografico ed una grande capacità di “previsualizzare”, già al momento di scegliere l’inquadratura, l’immagine che scaturirà dal suo workflow.

Per questa edizione dell’Officina, non vi presento una sola immagine, ma bensì una serie di fotografie, per meglio sviluppare un’analisi tecnico – espressiva sul lavoro questa brava Autrice, così lontana fisicamente da noi, ma che riesce ad esprimere un linguaggio universale.

Foto di Eriko HasegawaFigura 1 – Il linguaggio di Eriko è diretto ed elegante,
con molta attenzione all’equilibrio del frame

Le immagini di Eriko, offrono un dialogo molto semplice da comprendere, grazie ad una sintassi fotografica articolata su una solida presenza di linee guida (spesso derivanti da tutto ciò che può offrire l’ambiente urbano) che “accolgono” la presenza umana. Uno degli elementi di pregio del lavoro dell’Autrice è certamente un elegante ed efficace senso delle proporzioni.

Foto di Eriko HasegawaFigura 2 – Potente vignettatura, linee guida, soggetti in movimento, luce proiettata al centro.
La veduta urbana di Eriko

Il processo creativo di Eriko è consolidato. Lo dimostrano l’elevata qualità media delle sue foto e la reciproca coerenza espressiva. I soggetti umani si muovono all’interno del frame, come figure solitarie, spesso senza volto o inespressive ma sempre in relazione con gli elementi urbani circostanti. Strutture in cemento armato, vetro e acciaio. Riflessi, pannelli pubblicitari, in altre parole. La “giungla” urbana dei nostri tempi.

Foto di Eriko HasegawaFigura 3 – Il dialogo tra elementi urbani e figure umane solitarie e evanescenti
è una costante del lavoro di Eriko

Gli strumenti dell’Autrice sono quindi l’attenta scelta della location, la ricerca molto dettagliata del “POV”, in altre parole, l’appostamento è fondamentale per un tipo di fotografia di strada certamente non di puro ed immediato istinto, ma derivante da un’attenta analisi del contesto urbano, dalla preparazione dell’esposizione ed infine dall’attesa.

Foto di Eriko HasegawaFigura 4 – Le immagini di Eriko ci mostrano la riconoscibilità
di tutto il suo workflow

La Post Produzione è un elemento integrato e importante del processo di Eriko, e presenta connotati chiave quali la monocromia, le ombre molto chiuse e la “proiezione” teatrale della luce sulla zona d’azione. Forte del valore espressivo delle sue immagini, l’Autrice, non si sofferma più di tanto sulla ricerca del rigore formale o su qualità quali la nitidezza o il perfetto equilibrio tonale. Le immagini, difatti, vanno osservate nel loro complesso seriale, come un “loop” di fotogrammi in dissolvenza, che si muovono parimenti alle figure umani che le caratterizzano.

La chiave comunicativa della brava Eriko non è quindi l’analisi di dettaglio del singolo frame, ma l’inversione dei ruoli nel contesto urbano, in cui gli elementi architettonici, di arredo e di comunicazione sono gli impassibili osservatori di soggetti umani che si muovono solitari (inteso come singola entità vivente e pensante) all’interno di un ambiente tra i più densi e popolosi del mondo.

Foto di Eriko HasegawaFigura 5 – L’ambiente urbano osserva impassibile la “solitudine
di chi lo frequenta con costanza

Saluti a tutti

Febbraio 2015

Marco de “Fetch” Lano

 

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3 risposte a Eriko Hasegawa, Nell’Officina Di Marco “Fetch”

  1. flavio dice:

    eriko è una grande fotografa e una grande artista. la sua sensibilità e la sua capacità sono evidenti in ogni aspetto delle sue opere e conferma che non è lo strumento che fa l’immagine, ma il fotografo/a.

  2. Marco Romualdi dice:

    Concordo nella sottolineatura del ruolo della post produzione, utilizzata mai per “correggere”, ma piuttosto per “aggiungere” elementi comunicativi, quasi a convogliare l’attenzione sui punti scelti dall’autore per comprensione del messaggio intrinseco del frame.

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