Fotografia naturalistica: scatto e attrezzatura.

Foto di Marco RedaelliRieccoci a parlare di fotografia naturalistica con l’ultimo capitolo di questa mini guida. Negli episodi passati abbiamo trattato sia gli aspetti etici di questo meraviglioso genere, sia quelli legati all’approccio e alla mimetizzazione. Vediamo ora come comportarci in fase di scatto e di quali attrezzature abbiamo bisogno: sappiamo già che una delle cose più importanti da curare è il punto di ripresa, più siamo paralleli al nostro soggetto migliori saranno le nostre fotografie. Ma oltre a questo ci sono altri accorgimenti che dovremo adottare.

Foto di Marco RedaelliVediamo quali, come abbiamo accennato nei precedenti capitoli, il fotografo naturalista deve prevedere. Non si ha quasi mai il tempo  di regolare la macchina sul soggetto, per cui l’abilità sta nel farsi trovare sempre pronti. La prima cosa che dobbiamo avere chiara in mente e’ la tipologia di scatto che vorremmo realizzare; se decideremo per un  ritratto, allora non avremo bisogno di tempi particolarmente veloci per cui varra’ la pena tenere una velocità ISO piuttosto bassa per dare maggiore qualità all’immagine.

In questo caso la “priorità di diaframma” è l’impostazione migliore perché ci permette di controllare lo sfocato dello sfondo e la PDF sul soggetto. Se invece desideriamo delle fotografie d’azione allora la cosa diventa un pochino più complessa. Partendo dal principio che più il soggetto è piccolo più è rapido, per questo genere di scatti, avremo bisogno di tempi sempre abbastanza  veloci. Per esempio,  un grosso rapace in volo lo si congela tranquillamente anche con 12000 mentre un passeriforme necessità di minimo 14000.

Foto di Marco RedaelliOvviamente ci sono  situazioni varie che modificano anche sensibilmente questi valori ma per essere sicuri di non avere del mosso è sempre consigliabile preimpostare la nostra fotocamera in modo tale da poterci garantire questi parametri di settaggio. A seconda poi della location, le possibilità possono essere molteplici. Personalmente preferisco sempre impostare manualmente la fotocamera ma ci sono situazioni nelle quali la priorità di tempi è scelta  migliore. Un classico esempio e’ quando si fotografano soggetti di passaggio in zone panoramiche; in questo caso l’uccello può arrivare sia in favore di luce che contro per cui la priorità di tempi è la scelta che ci garantirà sempre la sicurezza di non avere una foto mossa e correttamente esposta. Altro fattore importante da considerare è la modalità di esposizione.

La scelta migliore è quasi sempre “spot” mentre per il settaggio dell’autofocus io consiglio di utilizzare il solo punto centrale o al limite esso più i 4 attorno. Questa scelta è dettata dalla nostra necessità di avere sempre l’occhio dall’animale a fuoco. Utilizzando troppi punti AF corriamo il rischio che la nostra fotocamera agganci il primo piano focale a disposizione, che nel caso di un uccello in volo, è molto spesso l’ala. Queste, ovviamente,  sono solo indicazioni di massima utili per un primo approccio, sarà poi  l’esperienza a guidarvi nel futuro.

Foto di Marco RedaelliBene, passiamo ora all’attrezzatura necessaria: fotocamera, teleobiettivo , cavalletto e testa. La fotocamera deve avere essenzialmente due requisiti: Una buona “raffica” (almeno 6fps) e un AF veloce e preciso. Per il teleobiettivo il discorso è un pochino più complesso. Ovviamente nitidezza e AF veloce sono requisiti basici mentre la lunghezza focale dipendera’ dal tipo di fotografia che pratichiamo più spesso. Mi spiego meglio: nei capitoli precedenti abbiamo visto come appostarsi con le varie tipologie di capanno.  

Foto di Marco RedaelliSe questo è il genere che amate di più non necessiterete di focali eccessivamente lunghe perché sarete voi a decidere dove l’animale andrà a posarsi o a mangiare , e lo farete in base alla vostra attrezzatura. Al contrario se amate la “caccia vagante” la lunghezza focale è un requisito fondamentale, più mm avrete, più la possibilità di portare a casa delle buone foto saranno elevate. Per tutti questi motivi poter consigliare un’ottica invece di un’altra è inutile. Io ad esempio scatto con una fotocamera APSC e uso un 400 mm, per il mio genere fotografico e i posti che amo frequentare è la scelta migliore.

Altro grande dilemma per molti è la scelta tra ottica fissa e zoom. Entrambe lo soluzioni hanno pro e contro. La focale fissa e’ piu nitida , veloce e luminosa; raggiunge lunghezze focali superiori, perché può essere moltiplicata, ma costringe ovviamente a composizioni obbligate e in genere è più grande e pesante per cui meno maneggevole. Inoltre ha un costo enormemente superiore. Lo zoom ha il grandissimo vantaggio della comodità: si può comporre a piacimento a seconda del tipo di scatto e del soggetto , non bisogna spostarsi, levare e mettere moltiplicatori. Esso inoltre ha costi decisamente più abbordabili e dimensioni e peso ridotte. E’ solitamente la scelta preferita da chi ama scattare in montagna, dove il peso dell’attrezzatura si fa maggiormente sentire.

Foto di Marco RedaelliUltimi componenti della nostra attrezzatura sono cavalletto e testa. Il primo deve essere il più possibile resistente e stabile. Molti tendono a risparmiare sull’acquisto del treppiede ma è un gravissimo errore. Esso dovrà sostenere diverse migliaia di € di attrezzatura per cui  dovrà essere di qualità, il rischio che si corre per risparmiare magari 100€ è quello di averne 1000 di danni.

Ultima ma non per importanza è la testa. Personalmente consiglio sempre di usarne una del tipo “a bilanciere”, sono in assoluto le più comode e pratiche, adatte ad ogni situazione. Costano un pochino di più delle normali teste a sfera ma sono soldi assolutamente ben spesi. Molto bene amici, con queste ultime indicazioni si conclude questa mini guida alla fotografia naturalistica.

Nella speranza che i consigli che vi ho dato possano esservi stati utili  vi ricordo ancora una volta che la bellezza di questo genere sta nella contemplazione della natura; mettete sempre il rispetto per gli animali al primo posto, quando saprete rinunciare ad uno scatto in favore della salute e della tranquillità di un animale allora indipendentemente dalla bellezza o meno delle vostre foto potrete ritenervi dei veri fotografi naturalisti.

Foto di Marco Redaelli

  Tutte le Fotografie dell’articolo sono di Marco Redaelli

 

Leggi gli articoli di Marco, dedicati alla fotografia naturalistica, nella Gabbia Armonica.

 

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