Tra Cielo E Terra. Nicola Marrama

Foto di Nicola MarramaMadre Natura ci regala sempre spettacoli mozzafiato. Noi piccoli uomini al suo cospetto, siamo capaci di esaltarne la bellezza racchiudendola in frame per poi custodirne il ricordo. Amanti della fotografia, cacciatori di emozioni, di momenti unici e indimenticabili ci lasciamo condurre dalla “luce” nei luoghi più svariati. Non importa che sia caldo o freddo tanto sempre e comunque avremo la clemenza del vento a rinfrescarci e il caldo tepore del sole a riscaldarci.
Fino ad arrivare alla bellezza davanti ai nostri occhi, rimanere fermi ad osservarla aspettando un imput che insito dentro di noi. Un meccanismo automatico ci darà il via nel far nostro un momento, un attimo che rimarrà per sempre unico ed irripetibile.

In questa splendida immagine di Nicola Marrama pochi elementi contestualizzati in un paesaggio meraviglioso. Un albero spoglio dalle sue vesti per la rigidezza del clima, i suoi rami si ergono verso il cielo, verso un sole che non c’è e che non può dar sollievo alla sofferenza del momento.
“Lui” all’interno di un lago quasi ghiacciato, slanciato verticalmente verso la fredda luce di una cupa giornata d’inverno. L’inverno stagione che segna la “fine” della vita. Ma c’è sempre la speranza che il tempo sia veloce nel compiere il suo ciclo.
Contrapposizioni cromatiche tra l’albero, le montagne all’orizzonte e le nuvole del cielo.

In questa immagine l’autore riesce a farci percepire la sensazione del freddo. Basta guardare il lago ghiacciato in primo piano o le montagne innevate sullo sfondo.
Ma l’assoluto protagonista della scena rimane sempre lui l’albero, immobile e malinconico spettatore perenne. Lui, che sotto i suoi rami ha visto passare la storia del tempo. Beato nella sua solitudine, accarezzato dal vento, denudato da tutto. Questa è la visione di una “poesia”..è la visione di un rimando..e che rimando.

Si, ancora una volta un’immagine mi porta al ricordo. Mi porta ad una visione. Una visione “pittorica”: l’albero solitario di David Friedrich.

Complimenti Nicola per questa scena che definire meravigliosa è poca cosa.

Giancarlo Priore

 

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