Una Al Giorno. Agosto, 2015

Immagini e Autori, dallo spazio FB della Gabbia Armonica.
Agosto 2015, un’immagine al giorno, scelta da Paola Palmaroli.

 

Foto di Michela Checchetto‎Michela Checchetto

Gli ultimi raggi di uno splendido tramonto. E cosa si può desiderare di più da una giornata estiva…

Scenderà la sera ed immobili torneranno ad essere i prati, l’affaccendarsi del giorno sarà finito o sembrerà tale, per un attimo tutto sarà silenzio e luce, un’apoteosi di colori e di luce prima che le ombre scendano ad appropriarsi della loro magia, della loro carezza.

La rivelazione sta nel fermarsi ad osservarli, a compenetrarli con la mente e non solo con occhi distratti e stupiti, far diventare quegli attimi parte di noi e non lasciarli più andar via neppure quando verrà la notte a riprendersi la nostra attenzione, la nostra meraviglia.

Quando un giorno sta per morire fa paura pensare di non rivederne la nascita, diamo per scontato quel regolare flusso di luce e di ombre, l’alba sembra una sospensione del tempo prima che tutto riprenda il suo naturale flusso. eppure il tramonto è un incendio, un abbraccio di colori e di energia, non sembra la fine di un giorno qualunque.

Ecco cosa hai colto nella tua splendida immagine Michela, la straordinarietà di un evento ordinario, apparentemente simile a tutti i tramonti che lo hanno preceduto e che lo seguiranno, ma per ognuno di noi diverso ed unico nel momento stesso che lo fotografiamo con la mente ed il cuore! Splendida immagine!

PP

 

Foto di Carlo Antonio Atzori‎Carlo Antonio Atzori

L’estate possiede un’energia ed una capacità di rigenerazione che il mare sa far sue come pure trasformarle in quel senso di inquietudine e di curiosità che l’infinito veste delle correnti del cielo e della terra, mare compreso. Ci sono giorni in cui si osserva la calma e quel placido movimento della superficie del mare e si vorrebbe viaggiare con il suo moto perpetuo che giunge a riva ma poi ricomincia il suo percorso grazie alle onde, dalle più piccole alle più possenti, ricami di luce o schiaffi di ombre.

L’uomo percorre strade sconosciute ed è forse proprio questo quel che desidera intimamente, cerca sempre qualcosa o qualcuno che lo aiuti a capire ma sembra più importante la ricerca in se stessa che le risposte che otterrà. Quel movimento perpetuo del mare e delle sue onde è nell’uomo una tensione continua che non cessa mai, neppure quando smette di respirare. non ha confini di tempo ne di spazio.

Il mare è quella strada sconosciuta che non vorremmo mai smettere ne di cercare ne di percorrere e quando meno te lo aspetti senti dentro di te quel flusso e riflusso che è il suono dei passi, dei pensieri, dei sentimenti, dei giorni e delle notti, degli incontri, delle assenze, che è il ritmo di noi stessi. Questo il mare sa donare ed imprimere quando lo respiriamo e lo viviamo.

Bellissimo scatto Carlo Antonio Atzori! Un saluto!

PP

 

Foto di Massimo Della LattaMassimo Della Latta

Dopo ferragosto il primo temporale l’estate si porta via, recita un detto e questa splendida immagine mi ha ricordato come la luce di un temporale si fonda con le ombre che scioglie con la pioggia torrenziale, con i fulmini ed i tuoni, con quella roboante manifestazione di forza da parte del cielo cui la terra risponde abbracciando ogni stilla di vita che da esso scende.

La presenza umana con l’ombrello, in questo controluce fantastico, è lo stupore di fronte a tanta immensità, perchè un temporale ci mostra quanto siamo fragili e piccoli di fronte alle manifestazioni della natura ma allo stesso tempo ci affascina, ci lascia con gli occhi aperti verso quelle luci che saettano e quelle ombre che ci abbracciano investendoci con sferzate di vento improvviso.

In quell’orizzonte l’autore di questo spettacolare scatto ha invitato ognuno di noi a misurarsi con le proprie paure e con le proprie fascinazioni, non ultima quella di poter assistere a tale spettacolo per poi sentirsi sa pioggia, che cielo, sia terra che luce e buio, profumo di terra bagnata ed odore di vento impregnato di tutto ciò che sfiora e tocca.

Grazie Massimo, un vero gioiello la tua immagine! Un saluto!

PP

Foto di Anna GiocaAnna Gioca

Quante estati vissute attraverso gli occhi, la pelle, l’odorato, il gusto, i suoni che emette una simile stagione ad ogni nuovo passo. Quanti scorci panoramici che rimandavano quel cielo color vanglia che un pittore impressionista, Monet, cerco di catturare nelle sue tele con maestria e sensibilità, impressionando su una tela quell’incanto.

Qui abbiamo l’orizzonte che si fonde sia con il cielo che con il mare, i toni metallici di luce ed i baluginii sulla superficie si spalmano tra il cielo e le onde finendo per essere il ritratto di un istante che non si dimenticherà mai più. La magia della natura quando ti guarda negli occhi è questa, l’avete davanti a voi in uno scatto che n rimanda tutto lo stupore e l’incantamento, tutto il fascino e l’eleganza.

Da questi cieli e mai a quelli impressi in un’immagine, a quelli che troviamo in un dipinto, tutto appare per quello che è e per quello che suggerisce: la verità della bellezza priva di effetti coreografici, semplicemente ed immediatamente percepibile appena la si respira con gli occhi!

Grazie all’autrice per questo gioiello compositivo ricco di suggestioni! Un saluto ed ancora benvenuta nella Gabbia!

PP

 

Foto di Mario PalomboMario Palombo

In estate le ombre sono più affascinanti che mai, più calde!

L’autore di questo scatto le ha rese ancora più vibranti di quell’umanità che rivestono con l’ìncedere pronto a trasformarsi in assenza, in un sortilegio benigno cui siamo abituati da tempo: l’ombra si allunga, si spande tra le pietre irregolari che compongono la pavimentazione del vicolo, ogni baluginio e riverbero funge da fedele contrappunto a quell’accordo mirabile che noi inseguiamo con la fantasia e facciamo nostro, una commisione di energia e di vitalità che l’ombra interpreta come fosse il profumo, l’eco di ogni figura umana.

In bianco e nero la densità ed il calore delle ombre si spande in ogni dove, oltre il frame, ci raggiunge e ci fa percepire il suono dei passi, tutto da un momento all’altro sparirà, non la forza di questa impareggiabile suggestione di cui la luce si innamora in ogni luogo e tempo, cercando in tutti i modi di fondersi in essa.

Grazie all’autore che si è fatto interprete di tale magia, grazie per averci donato questo piccolo/grande gioiello!

PP

 

Foto di Mauro CangemiMauro Cangemi

L’autore di questo scatto ha colto una quotidianità fatta di tanti piccoli dettagli: l’uomo addormentato sulla sedia, le luci e le ombre che si contendono la strada mentre un piccione osserva il loro altalenarsi, la figura umana sulla destra che sta aprendo un protone o suonando ad un citofono, le macchine parcheggiate sfinite come l’uomo sulla sedia.

Una scena apparentemente ordinaria, di una bellezza che incanta, di un’immediatezza che il bianco e nero rende prezioso con i suoi toni e contrasti, con quell’incedere del giorno lungo la via e lungo le mura dei palazzi, delle case, che profuma di estate, di vita!

Un saluto ed un ringraziamento a Mauro Cangemi!

PP

Foto di Nico TorciNico Torci

Sorge naturale il desiderio di misurarsi con un’immensità estremamente familiare, che si ammira e si vive da una vita ma che ci si ferma a guardare con attenzione raramente.

Diamo per scontati certi paesaggi e scorci panoramici poi accade che per la prima volta li si veda per quello che sono: riflesso perfetto del nostro esistere, di un cielo e di un mare che sono impregnati del nostro umore, di voci vicine e lontane.

Ci sono momenti come quello descritto da Nico Torci nella sua immagine che sono impagabili, risultano perfino sconcertanti a noi stessi. Dopo la pioggia gli odori diventano intensi, ogni cosa assume connotati diversi e più nitidi, tutto è come nuovo.

Fermarsi, ammirare quel che abbiamo davanti ai nostri occhi da una vita intera e vederlo per la prima volta come se fossimo stati portati lì da pochi istanti, come se fossimo nati proprio in quel preciso istante. Privilegio tutto umano che ci stupisce fino a disarmarci piacevolmente!

Grazie a Nico Torci per averci donato questa sensazione rinnovata dalla sua fotografia! Un saluto! 

PP

Foto di Sabrina MusanteSabrina Musante

I treni sono una costante estiva che alle altre stagioni donano un senso diverso di appartenenza per il tipo di uso che se ne fa. Per i pendolari in inverno come in autunno od in primavere è il mezzo di trasporto per giungere a destinazione ogni mattina mentre in estate pur essendoci sempre lavoratori che hanno bisogno di quel mezzo di locomozione sono soprattutto visti come mezzi per raggiungere luoghi di vacanza, per tornare a quell’infanzia perduta che ogni volta viene riassaporata perfino dal ritmo e dal movimento delle ruote sulle rotaie.

Ora esistono treni superveloci e superammortizzati che paiono volare lungo quelle traversine facendoci viaggiare nel tempo e nello spazio come fossimo in un sogno. Tutto appare perfetto quando si viaggia, ci si può fermare muovendosi, paradosso perfetto per riflettere o sospendere perfino i pensieri, lasciarli decantare, permettersi il lusso di non pensare da dove si proviene e dove si trova la prossima destinazione della nostra esistenza.

Bellissimo scatto Sabrina Musante, una via Lattea che pare spingere il treno verso di noi, verso la memoria per fermarsi laddove ci attende la parte migliore sia di noi stessi che del tempo percepito!

PP

 

 

Foto di Paolo Dalprato

Paolo Dalprato

Paolo Dalprato con questo ritratto ha colto lo sguardo di uno degli animali domestici più amati dall’uomo anche se in estate si ripropone il dramma del loro abbandono su strade ed autostrade mentre i canili pullulano anch’essi di randagi e costituiscono a volte l’ultima casa per questi preziosi amici dell’uomo.

Ci meritiamo quello sguardo, la loro fedeltà, la loro lealtà, amicizia, disarmante tenacia nel crederci dei loro pari?

Questo cane pare ci risponda affermativamente, gli occhi ci trapassano da parte a parte, sono liquido stupore e puro amore!

PP

 

Foto di Mario SteigerwaldMario Steigerwald

L’età della scoperta attraverso un’immagine di una semplicità così potente da lasciare senza fiato. Due momenti della vita a confronto e l’autore di questa immagine ha saputo fonderli come non mai. Non c’è separazione ma una reciproca comunicazione di intenti, un modo di confrontare i propri spazi e tempi.

Amo molto questa immagine perchè sembra che chi ha più esperienza stia lasciando al cucciolo d’uomo la possibilità di mettersi in gioco, fingendo di non vederlo ma allo stesso tempo vegliando su di lui. Che bellissimo momento da condividere per entrambi, per chi cresce e per chi è cresciuto e si vede riflesso in quel che sta prendendo corpo e forma: la volontà tutta umana di scoprire quel che si è attraverso un riconoscere ciò che si desidera e si vuole sperimentare.

La primavera e l’estate della vita qui sono una promessa che si percepisce essere stata già mantenuta e proiettata nel futuro da entrambi!

Grazie a Mario Steigerwald per questa proposta, un saluto! 

PP

 

Foto di Marie Claude

Marie Claude

L’estate ha in sè non solo luce ed energia da comunicare e respirare, la sua fine possiede quei preziosi risvolti che la natura elargisce a piene mani: il tramonto e l’alba. Le giornate iniziano presto e finiscono accogliendo i nostri pensieri come se fossero parte di quella discesa del sole dietro l’orizzonte. 

Scende la sera e tutto improvvisamente pare immobile, si odono suoni che durante il giorno si erano persi nell’amalgama delle esistenze più disparate. Tutti i suoni paiono andare a dormire insieme a chi li emette, i lavori diurni lasciano il posto a quelli notturni. ci sono strade persorse sia di giorno che di notte ma alcune sembrano costruite per essere percorse una volta, una sola soltanto.

In questa immagine proposta da un’autrice che sa ricreare suggestioni impareggiabili quel sole sembra un faro cui dirigersi anche quando la notte lo avrà inghiottito, anche quando non ci saranno altri passi da far seguire a quelli appena trasformati in orme, perchè le ombre se ne saranno appropriati ed il buio li farà suoi sottraendoli agli ultimi baluginii di luce.

Un vecchio proverbio irlandese dice: ” Abbiamo conosciuto altri giorni e nulla sarà mai più come prima” Questa spelndida visione me l’ha ricordato, grazie all’autrice per essere stata così struggente ed intensa nel fornire pathos narrativo a questa sua immagine, ottimo lavoro Marie Calude! Un saluto!

PP

 

Foto di Stefano Marcolla‎

Stefano Marcolla

Una serata estiva, la luce morbida dei lampioni che si spande fra le vie incontrando ombre benevole, l’assenza delle figure umane che si fa odore, suono di voci, una bicicletta appoggiata ad un muro che riflette i raggi sulla pavimentazione, una sensazione di calore che la stagione regala e l’umanità pone come se fosse un’accento sul suo divenire.

Un tempo fuori da quelle case ci sarebbero stati gruppi di persone con la propria sedia a chiacchierare, alcuni in piedi appoggiati alle mura, altri con la sigaretta in mano e la luce pulsante di ogni aspirazione a descrivere fievole le labbra ed il mento.

Il suono della radio sostituiva quello della televisione, se la potevano permettere in pochi in quegli anni, le voci umane erano la colonna sonora delle serate estive. Piccoli gruppi che si deisperdevano man mano che le luci nelle case si spegnevano, voci sempre più basse di tono, pronte a disperdersi nella notte che cambia odore con le ore che passano. Bellissima visione, impregnata di un’armonia sia presente che passata.

Grazie all’autore per avercela fatta respirare, per averci inviato il suo profumo, le sue note distintive

PP

 

Foto di Jimmy Lu

Jimmy Lu

L’estate nutre verso la montagna una soggezione che si scioglie insieme ai ghiacciai che la ricoprono. Lentamente i torrenti, le sorgenti, i fiumi, si gonfiano, si riempiono di quella musica che raggiunge le vallate sottostanti, che accompagnano chi vive a quelle altezze come pure i turisti che ci soggiornano. Sia per i nativi che per i visitatori stagionali quel cielo da raggiungere passo dopo passo è un confine da raggiungere e superare, non per vincere un premio ma per misurarsi con se stessi, con le proprie paure, con il proprio coraggio.

La montagna riesce a rendere umili anche i più avidi di adrenalina, sa come far abbassare il capo a chi crede di poter attraversarla facilmente. I ghiacci, le pietre, il vento, l’acqua, i profumi intensi di erbe aromatiche e di fiori, di corteccia e di resina, tutto porta a scoprire l’essenza di ognuno di noi.

Si cambia pelle in montagna, quella dell’anima viene rinnovata in ogni nuovo giorno, si torna a valle mutati profondamente senza avvedersene, perchè da quel cielo non si può che essere sfiorati e vinti come accade quando disarmati lasciamo alle emozioni il compito di fluire nel torrente sanguigno fino a resuscitare il cuore e camminando a testa bassa fendiamo la vita come fosse un percorso controvento da conquistare tenacemente e senza sprecare tante parole, solo con i fatti.

Grazie all’autore di questo scatto per averci trasportato fino a quelle vette riuscendo a farci sentire il profumo della nostra stessa umanità, alleggerita da ogni inutile orpello. Un saluto!

PP

 

Foto di Samitha Cagliero

Samitha Cagliero

Esiste un genere di donna che non invecchierà mai! Non userà la chirurgia estetica ne pozioni miracolose, non dormirà nove ore al giorno per conservare la pelle morbida e luminosa, non si farà portare a pranzo e cena pozioni magiche per trattenere la sua bellezza fino all’ultimo suo respiro, perchè possiede l’eternità dell’anima intimamente e la fa emergere da ogni cellula del suo corpo, sel suo viso perchè rappresenta sia il vaso che il contenuto di tale intima armonia.

Quel genere di bellezza che fin dalla sua nascita incede lieve, senza urlare la sua magnificenza perchè sa che è parte di un tutto da colitvare con pazienza e naturalezza.

Quell’eleganza che l’autrice di tale scatto ha reso struggente, dove la primavera si scorge nella pelle dalla luminostià diafana, dove l’estate è rappresentata dalla postura statuaria ed allo stesso tempo pregna di dignità, dove l’autunno è un’espressione del volto che lo sguardo addolcisce e rende meno severa, dove l’inverno è quel mostrarsi con parsimonia e pudore pur guardando avanti senza timore.

Quel profilo che segue idealmente la linea del corpo, fino a raggiungere la mano appoggiata al braccio che infonde un pathos ed una forza emanata con infinita dolcezza.

Bravissima Samitha, un ritratto di donna indimenticabile e per nulla scontato il tuo, grazie!

PP

 

Foto di Aldo PalinAldo Palin

Immagine apparentemente speculare dell’estate, quante volte abbiamo incrociato campi come questo e balle di fieno o covoni di grano che ne ridisegnavano l’atmosfera già di per sè magica, eppure qui c’è qualcosa di più che mi affascina. Un inno a quel tempo in cui raccogliere era essenziale e trasmettere il sapere di ogni gesto e conoscenza altrettanto importante.

Quello che tale immagine trasmette è un profumo di vita, un ritmo in cui si confondono voci diverse e complementari. Appena si scorge tale visione si fondono i suoini emessi dagli insetti, il calore del sole ed i profumi della terra, quella sospensione del tempo per cui a mezzogiorno tutto appare come cristallizzato per sempre in un’armonia irreale ed ipnotica.

La voce della terra ha tante sfumature oggi grazie a questo scatto ha pure dei contorni definiti e straordinari nel loro ordinario avvicendarsi!
Grazie Aldo Palin!

PP

 

Foto di Eriko Hasegawa‎Eriko Hasegawa‎

“Sopra colline e sopra le valli, attraverso i boschi e spineti, sopra i parchi e recinti, attraverso l’alluvione, attraverso il fuoco, io vago in ogni luogo.”

“Il pazzo, l’amante e il poeta (ed il fotografo) non sono composti che di fantasia”

Queste sono, Eriko, citazioni liberamente tratte da “Il sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare, perfette per la tua visione e fotografia, perfette per un sogno nel sogno come la tua splendida immaginazione crea e sa donare in ogni nuovo lavoro!

Grazie per averci donato tale gioiello creativo, un saluto!

PP

 

Foto di Maria Rosa CortesMaria Rosa Cortes

“Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quel che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda con il tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora imparerai come si vola.” Richard Bach

Maria Rosa Cortes il volo di questi gabbiani immerso in un bianco e nero straordinariamente palpabile e vivo, che si fa denso man mano che si sprofonda con lo sguardo nelle onde del mare. Il mare sembra trasformarsi in cielo ed il cielo in mare, le ali virano formando figure nell’aria che tolgono il respiro, hai dato ad ogni loro piuma un’ideale forza rigenerante come se da esse potesse rinascere ogni nostro volo e non solo il loro! Bellissimo scatto, un’infusione di libertà e di armonia allo stato puro!

Grazie Maria Rosa! Un saluto!

PP

 

Lino Rusciano

Questa immagine è un inno all’estate, definizione che deriva dalla parola latina “aestatem”, ovvero “calore”, che deriva a sua volta dalla radice indoeuropea “aidh” che significa “ardere, bruciare”. Il termine “stagione” invece ha due possibili derivazioni: dalla parola latina sationem, ovvero “l’atto di seminare”, oppure da stationem, ovvero “l’atto di stare”, inteso come “fermata”.

Perchè, vi chiederete questa premessa per introdurre il primo scatto che andrà a definire giornalmente l’apoteosi sia della natura pronta a comunicare con quella umana definendo le mille anime dell’estate da voi catturata negli scatti che proponete. “Stare” insieme agli elementi dell’ambiente circostante e godere del calore del sole, “stare” insieme ai propri amici e giocare, vivere “fino all’ultimo respiro” la giovinezza che ha molte analogie con una stagione dove il sole riscalda al massimo grado sia la terra che le creature che la abitano.

Poter liberarsi dagli abiti, scaldare la pelle o nuotare tra i riflessi di un astro che si fonde nella liquida energia di un altro elemento di vitale importanza, l’acqua. Una collaborazione cui dobbiamo la nostra vita come la conosciamo su questo pianeta. Quante estati trascorse in piscina od al mare, sulle rive di un fiume o presso un lago e, per chi viveva nelle metropoli degli anni passati usando l’acqua delle fontane o dell’idrante posto lungo i marciapiedi della propria via.

Tutto questo per ottenere un minimo di sollievo all’afa soffocante, a quel bruciore che infiammava i piedi e l’asfalto, le pietre come le mura delle case, facendo sudare ed ardere dal bisogno di immergersi nell’acqua. Lino Rusciano ci ha riportato indietro nel tempo, con il taglio spettacolare di questa sua immagine ha racchiuso nello scatto che stiamo ammirando l’essenza di una giornata d’agosto! Con il coraggio e la spensieratezza tipica della gioventù ecco una scena che si fa amare per l’immediatezza che contiene e la gioia che suscita!

Grazie per questa spettacolare fotografia in bianco e nero Lino, l’estate qui è racchiusa in uno sguardo, in un istante che ha il sapore ed il profumo di non uno ma tanti, innumerevoli “Agosto” Un saluto!

PP

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2 risposte a Una Al Giorno. Agosto, 2015

  1. Brava Paola, hai un dono veramente importante, usare le parole in modo elegante e sostanzioso allo stesso tempo.
    Hai la capacità di entrare nel mondo di ciascuna immagine affrontando tematiche emozionali senza perdere di vista l’analisi contenutistica.

    • Paola Palmaroli dice:

      Grazie Marco, le tue/vostre immagini me lo consentono sempre e ne sono sia stupita che ammirata, onorata di poter entrare in quei mondi e di camminare insieme ai pensieri, al linguaggio di ogni autore!! Un caro saluto a te!

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