Tra Cielo E Terra. Chiara Lana

Foto di Chiara Lana

L’estate è giunta al termine e sta aprendo le porte alle stagioni fredde, alle stagioni delle amate nebbie. Ammetto un debole per gli scenari che la bruma crea, per le emozioni che riesce a trasmettermi. Una volta vista l’immagine di Chiara Lana, perché è di questa splendida immagine che parleremo, mi sono subito lasciato trasportare all’interno del suo misterioso paesaggio. Pieno inverno, il sole che a fatica riesce a bucare lo strato di nebbia e tutt’intorno il candore del bianco della neve. Una scena che emoziona chi come me, ha questi “profili” naturali nel cuore.
Le nebbia è davvero un fenomeno sorprendente.


Immagino Chiara nell’atto dello scatto a guardare ciò che la circondava, la luce che cambiava in continuazione, il freddo pungente che avvolgeva volto, mani e corpo.
Un paesaggio Padano avvolto nel mistero, malinconico, triste, tipico della zona in cui vivo e in cui vive Chiara.
La, nebbia parte integrante di ogni nostro inverno, una presenza angusta a volte “fastidiosa”.
Tendenzialmente “tutti” sono infastiditi dalla nebbia, anzi, tutti coloro che non sanno fermarsi un attimo, tutti coloro che non riescono ad odorare il profumo della terra. Non tutti riescono a percepire quello che la nebbia nasconde. Fino a quando attraverso un mirino si riesce ad osservare ciò che a occhio nudo non si era “mai” riuscito a vedere.

L’immagine di Chiara mi proietta in un sogno, nel quale mi abbandono al suo manto velato. In questa atmosfera eterea un senso di pace mi accoglie. Riesco così ad “amare” ancora una volta, ciò che ho sempre amato e che mi accorgo, anche altri amano.
Nel lasciarmi trasportare, preso dal romanticismo della scena, ho pensato, come la natura volesse coccolare la sua terra dopo appunto una lunga e caldissima estate. Come una madre che guarda dolcemente il figlio riposare e lo accarezza dolcemente.
Tutto è quieto, la pace ovunque.

Solo i “guardiani” della terra divenuti come d’incanto alberi, in primo piano e altri che svaporano in lontananza.
In questa foto c’è qualcosa di magico, di mistico, qualcosa che ti porta a sognare e ti fa vivere in prima persona ciò che chi ha scattato ha vissuto in real time. Un silenzio assordante, solo lievi ed ovattati rumori del muoversi dei rami degli alberi. Dell’uomo nessuna traccia e quindi nessun misfatto. Tutto è bianco-grigio lattiginoso. Tutte queste emozioni, sensazioni, sono trasmesse all’osservatore con una potenza incredibile.

Davvero splendida. Poesia pura..e si sa la fotografia riesce a riaprire i cassetti della memoria. Una memoria di un inguaribile romantico che tiene a ringraziare l’autrice di questo scatto con la poesia di Giovanni Pascoli: Nebbia……

Nascondi le cose lontane,
tu nebbia impalpabile e scialba,
tu fumo che ancora rampolli,
su l’alba,
da’ lampi notturni e da’ crolli,
d’aeree frane!

Nascondi le cose lontane,
nascondimi quello ch’è morto!
Ch’io veda soltanto la siepe
dell’orto,
la mura ch’ha piene le crepe
di valerïane.

Nascondi le cose lontane:
le cose son ebbre di pianto!
Ch’io veda i due peschi, i due meli,
soltanto,
che danno i soavi lor mieli
pel nero mio pane.

Nascondi le cose lontane
Che vogliono ch’ami e che vada!
Ch’io veda là solo quel bianco
di strada,
che un giorno ho da fare tra stanco
don don di campane…

Nascondi le cose lontane,
nascondile, involale al volo
del cuore! Ch’io veda il cipresso
là, solo,
qui, quest’orto, cui presso
sonnecchia il mio cane.

Grazie cara Chiara per ciò che mi hai regalato, ci hai regalato. Emozione, pace e serenità.
Complimenti di cuore.

Giancarlo Priore

 

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