L’Illusione Ottica. Nell’Officina Di Marco “Fetch”

Ingannare il cervello o stimolarlo ad interpretare sul piano mentale qualcosa che si dissocia con la realtà. Le arti visive come ad esempio la pittura sono costellate di esempi più o meno famosi; l’Estate di Arcimboldi e la Relatività di Escher, solo per citare due casi separati da circa 500 anni!

lfoto-di-lciano-dantonioIl (buon) gusto quindi di generare dei paradossi visivi fa certamente parte dell’Arte Fotografica anche ai giorni nostri, grazie alle innumerevoli possibilità ottiche e grafiche (post produzione) che il fotografo ad ogni livello può sfruttare.

L’essenzialità, lo ripeto sempre, sta nell’idea giusta, punto di partenza imprescindibile del workflow convincente, che permetta al lettore di sorprendersi nel corso della lettura dell’immagine, ma al contempo di comprenderne la sintassi.

Non stiamo infatti parlando di astrattismo, con il quale in generale si elidono tutti gli elementi di contestualizzazione del visibile, rientrando tout court all’interno di una sfera concettuale in cui ciò che si vede è totalmente estrapolato dalla sua origine reale e riorganizzato su un livello differente.

Le immagini che allego a questo articolo si fermano alcuni passi prima, ed ognuna permette all’osservatore di ricostruirne l’origine “reale” di ciò che si osserva. Ed allora abbiamo una finestra che esplode, con i vetri in frantumi, una stanza nella stanza, un’originale spirale nel vuoto e ì’inquietante mano che si sta per posare su in pallido volto. Tutte queste immagini generano una prima “reazione” emotiva al lettore, prima ancora che egli riesca a capire esattamente cosa sta osservando.

Cos’hanno in comune queste immagini?

foto-di-roberto-bonIl tema dell’Illusione ottica, certamente. La monocromia, forse, un caso.

Sicuramente la volontà degli Autori di decontestualizzare molti elementi di scena esterni (scarti), per arrivare allo scopo visivo/narrativo utilizzando in questo caso forti contrasti, riducendo (spesso totalmente) lo sfondo e operando ad una decisa gestione delle luci e delle ombre.

Le immagini hanno, infine, in comune un’altra cosa; probabilmente la più importante. La previsualizzazione. L’idea nasce dalla mente e soprattutto si “sviluppa” al suo interno ancora prima che venga scelta l’inquadratura. A volte addirittura prima di individuare un soggetto. Se l’idea di partenza è buona, il resto lo fanno l’abilità, l’esperienza ed il buon gusto.

Le immagini selezionate sono di: Marco Romualdi, Luciano d’Antonio
Roberto Bon, Michele Turolla.    


Marco “Fetch” Lano


La Gabbia Armonica, Ottobre 2016

 

 

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3 risposte a L’Illusione Ottica. Nell’Officina Di Marco “Fetch”

  1. Marco Romualdi dice:

    L’intuizione del “momento prima” è assolutamente rispondente al tema e assolutamente vero è il fatto che in qualche modo occorre pre-visualizzare…
    Pre-visualizzare, in fondo, è come uno stimolante per darsi da fare a “falsare” la realtà…che è il modo di perseguire una illusione ottica.
    Bella analisi, Fetch!

  2. Marco Romualdi dice:

    L’intuizione del “momento prima” è assolutamente rispondente al tema e assolutamente vero è il fatto che in qualche modo occorre pre-visualizzare…
    Pre-visualizzare, in fondo, è come uno stimolante per darsi da fare a “falsare” la realtà…che è il modo di perseguire una illusione ottica.
    Bella analisi, Fetch!

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