Esisto – Chiara Lana: La Mostra

ESISTO
Una testimonianza di esistenza

 

Km0, Galliate (NO). Fino al 10 Febbraio 2017.


COGITO; ERGO SUM

Penso, ragiono, quindi io sono; esisto. Il prendere coscienza di se stessi è una prima manifestazione di esistenza; è contingente, ovvero si riferisce al presente, e non si lega con il passato che è stato e non è ancora manifesto se pensiamo a ciò che verrà. Ma a prescindere da queste considerazioni, nel bene e nel male, abbiamo tutti bisogno di sapere che esistiamo e soprattutto, che anche altri lo sappiano.

Purtroppo non sempre, prendere coscienza della propria esistenza, può contribuire a risolvere le problematiche della vita quotidiana; il luogo dove viviamo e la vita che conduciamo sono un freno emotivo al pieno raggiungimento della identificazione personale. In questo contesto è necessario, utile, ricorrere ad opere che si propongono lo scopo di portare a “conoscenza” lʼaltro di noi; quelle realtà che, se non documentate attraverso il potente mezzo fotografico, sarebbero sconosciute ai più.

La fotografia ha permesso e permette, di conoscere fatti, di dare identità a chi sembrava destinato ad un oblio in cui, lʼessere presenti su questa terra, non costituisce opera di esistenza. Le fotografie, che Chiara Lana ha saputo plasmare con sapiente delicatezza ed immediatezza visiva, lavorano nella direzione di fornire, ai soggetti ritratti, il solido substrato di esistenza che deriva dallʼessere manifesti a chi, di loro, non conosceva ne la forma ne la sostanza di vita.

Naturalmente essi; bambini, giovani donne, anziani esistono a prescindere dalla fotografia, ma è grazie alla fotografia che diventano un patrimonio collettivo della società, un crogiolo di umanità che fortifica la nostra esistenza e che, quindi, permette anche a noi di prendere coscienza del nostro esistere.

Chiara Lana realizza tutto questo attraverso uno sguardo che non cerca sensazionalismi, non si rifugia in un pietismo da scialbo reportage, ma si concentra su una visione pulita e lineare della realtà, una realtà che è presente nello sguardo e negli occhi: quegli occhi che vanno oltre al rappresentare lo specchio dellʼanima, diventano lʼessenza oggettiva dellʼesistere.

Lo sguardo attento di Chiara si è mosso con cura e delicatezza, ed ha colto il vero e limpido senso della necessità che abbiamo di essere conosciuti, e ce lo propone con immagini (fotografie), realizzate con un bianco e nero altrettanto limpido, diretto ed immediato. Attraverso queste immagini, Chiara Lana ci ricorda che anche noi esistiamo.

Erminio Annunzi


 

Una nota di Francesco Merenda

 

Conosco Chiara, non saprei dire se da poco o da molto tempo. Ci sono questioni in cui il tempo è strano: a volte sembrano attimi, altre pare si tratti invece di una vita intera…

Certamente Chiara non passa inosservata. Forse ti innamori del suo essere o forse lo respingi: questa cosa, il più delle volte, avviene perché c’è una personalità forte. E in questo caso… credo proprio sia esattamente così.

In Chiara c’è amore e irruenza, c’è un modo di sentire le cose che non è mai tangenziale. C’è la passione, c’è la capacità, sempre più rara, di farsi toccare dalle cose e, ancor più naturalmente, dalle persone. C’è un apparente distacco, che nasconde un cuore ad alta vibrazione: ma lo fa piuttosto male, lo nasconde senza convinzione, e così questa vibrazione la senti e ti coinvolge.

L’amore per la fotografia è tutt’uno con lei. Poliedrica, capace di comunicare per vie apparentemente diverse e lontane, con la più pura delle astrazioni o calandosi nel vero con cruda limpidezza. Ma se la conosci, sai che il linguaggio è uno e uno soltanto. Caricato di forza espressiva da quell’amore e da quella irruenza che non mancano mai di raggiungere chi osserva una sua fotografia, e poco importa che si tratti di un pezzetto d’Africa o di un tratto freddo della sua Milano.

E allora, conoscendo Chiara non so se da molto o se da poco, non mi stupisce affatto che sia una parola tanto netta e limpida, a dare titolo e voce a questa sua mostra: Esisto. Un urlo, senza mezza misura, netto e inevitabile. Ma un urlo in cui non è la rabbia a uscire con forza dal petto, ma soltanto amore.

Anche io faccio fotografie, e ho sempre pensato che è tutta questione d’amore. Amore che modi diversi di sentire portano per le più disparate vie, sicuramente e per fortuna. Ma non c’è tecnica o progetto che possa sostituirsi a questo. Alla capacità di condensare, in quel momento fuggente, in quell’incontro casuale e perduto appena cominciato, l’amore che la nostra anima contiene ed esplode.

Una mostra da vedere, una fotografa da incontrare: per amore e se possibile… con amore.

F.M.

 


Una selezione delle opere in esposizione

 

 

LE INFO, QUI

 


La Gabbia Armonica, Gennaio 2017

 

 

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