Minima Muralia. Franco Francesconi

Minima Muralia
Franco Francesconi a Savona

 

Conosco Franco da diversi anni ed ho sempre apprezzato il suo lessico fotografico. Mai aggressivo o urlante, spesso profondo e poetico. Uno stile immutato negli anni e non influenzato dal “media” utilizzato: analogico o digitale, medio formato o 24×36, bianconero o colore, nelle sue immagini (anche quelle colte al volo) traspare sempre la riflessione dell’autore e viene messa in risalto una indubbia semplicità comunicativa.

La sua personale a Savona chiamata “Minima Muralia”, con un gioco di parole prese in prestito da un noto cantautore italiano, ci propone frammenti architettonici – urbani della sua città. Elementi del “quotidiano vivere”, ripresi in luoghi solitamente affollati e congestionati dal via vai di chi probabilmente non ha tempo e occhio per apprezzarne l’eleganza.

Il lavoro di Franco ci dimostra quindi che chiunque è in grado di riscoprire il valore estetico – architettonico – storico – urbanistico del proprio luogo di nascita o di usuale residenza, indipendentemente se trattasi di una grande città d’arte, di una enclave post industriale, di un ameno paese di campagna.

L’approccio utilizzato è giustamente rigoroso ove necessario e dettato dai canoni comuni della fotografia architettonica, con soggetti umani del tutto assenti o relegati ai margini. Nelle fotografie si percepisce una sorta di solenne attesa condita dal lontano riecheggiare di rumori; passi, voci, uno scooter che s’insinua tra le trafficate strade del centro.

Le stampe esposte mostrano un grande assortimento di grigi medi, certamente in controtendenza rispetto a molte mode attuali (in linea con tutti i lavori di Franco), che piacevolmente descrivono i soggetti nella loro gradevole espressione architettonica.

Interessante infine leggere i titoli scelti dall’Autore per ogni singola foto (non visibili nelle immagini allegate, ma solo presso l’esposizione).

Anche in questo caso un raffinato e spesso ironico gioco di parole che racconta il percorso mentale adottato da Franco mentre, girovagando per la sua Savona, sceglieva i soggetti.

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La Gabbia Armonica, Gennaio 2017

 

 

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