Distanza di sicurezza. Nell’Officina Di Marco “Fetch”

Un noto andante spesso richiamato nei libri di fotografia recita più o meno che “è più importante ciò che resta fuori dall’inquadratura rispetto a quello che compare all’interno”.

Un bel gioco di parole che viene utilizzato soprattuto quando si parla di composizione. E la composizione entra nuovamente in gioco in questa prima officina primaverile sulla Gabbia Armonica.

Parliamo oggi di distanza dai bordi del fotogramma, o (per i pignoli) dell’immagine, visto che spesso per necessità o per scelta si ricorre a “crop” più o meno marcati dell’originale.

Distanza di cosa?

Possiamo dire di tutto ciò che guida l’occhio all’interno di una fotografia, e nello specifico di linee guida, elementi geometrici, contorni che hanno un forte peso nella composizione.

In molte foto le scelte in merito a tale fattore non sono essenziali. Prendiamo l’ottima “street” di Enzo Truppo; di certo non si valuta una foto così se è dritta, sorta, inversa, sghemba o se il cane doveva essere 2 cm più in alto o in basso!! E’ il soggetto ed il suo dialogo con lo sfondo sfocato che regge tutto. Punto.

Foto di Enzo Truppo

Ma se guardiamo la fotografia di Luca Alessi, allora il discorso cambia totalmente. Qui il lettore più o meno attento, più o meno esperto è spinto in modo naturale, direi inconscio, a valutare un equilibrio complessivo (ed aggiungo una più inafferrabile “grazia nelle proporzioni”). La distanza tra il profilo dei monti ed il bordo superiore è a mio parere perfetta.

Foto di Luca Alessi

Il formato delle foto influenza molto il risultato finale e le scelte che il fotografo deve effettuare. Il taglio in alto scelto da Francesco Fraliga può sembrare semplice, ma invece è frutto di grande sensibilità ed occhio per questo genere di soggetti. Questione di “pesi”, proporzioni e (mettiamocelo sempre) istinto. Non scrivo talento perché se no a Bologna chi lo sopporta poi il Fraliga!!

Foto di Francesco Fraliga

Analogo discorso per l’immagine Maria Cristina Pasotti, in cui a mio parere si è trovato un ottimo equilibrio tra i due lati lunghi, caratterizzati dalla presenza del cielo a sinistra e di un elemento architettonico a destra. Indipendentemente dalla presenza o meno dell’elemento diagonale, sbagliare la distanza di un elemento curvo dal bordo può risultare davvero molto penalizzante per la composizione!

Foto di Maria Cristina Pasotti

A tale proposito un esempio di un corretto posizionamento di una curva (in questo caso tra l’altro di un peso formale enorme) è la splendida veduta di Salvatore Tortorici. Qui siamo al limite. Provate a scaricare la foto e tagliare un solo cm della parte superiore e vedrete il risultato cambiare drasticamente.

Foto di Salvatore Tortorici

Per i puristi del rigore poi, le scelte sulla distanza delle linee geometriche dal bordo diventa un elemento di drammatica importanza! La foto di Rob Galanti è in questo senso “difficile” e l’Autore se l’è cavata bene. Abbiamo curve, rette ed elementi geometrici su piani differenti che sono stati posizionati al millimetro con un rigore rispetto a diverse chiavi di lettura che vi consiglio di scoprire come puro esercizio di composizione.

Foto di Rob Galanti

In conclusione, una corretta e ponderata scelta della distanza degli elementi di scena rispetto ai bordi della foto è uno tra gli elementi più importanti della composizione per un buon numero di foto, indipendentemente dal genere (vale per l’architettura, quanto per il ritratto). Non tenerne conto rischia di penalizzare a volte anche immagini che all’apparenza sembrano non essere influenzate da tale elemento.

Fetch


Le Immagini sono di  Enzo Truppo, Luca Alessi, Francesco Fraliga,
Maria Cristina Pasotti, Salvatore Tortorici, Rob Galanti.


La Gabbia Armonica, Marzo 2017

 

 

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4 risposte a Distanza di sicurezza. Nell’Officina Di Marco “Fetch”

  1. Maddalena Sebellin dice:

    Complimenti per la scelta delle foto e grazie per le piacevoli letture!

  2. Fetch dice:

    Grazie a te Maddalena! Un saluto

  3. Alberto dice:

    Molto interessante e utile l’argomento. Non sarà mai troppo il tempo dedicato alla collocazione all’interno della composizione degli elementi che ne sono protagonisti. In ambito street spesso si hanno pochi attimi per valutare il quadro complessivo. È allora determinante il lavoro di post produzione nel definire il taglio più adatto, i bordi, la pdc, le proporzioni.
    Grazie e buon lavoro.
    Alberto

    • Fetch dice:

      Ciao Alberto.
      Concordo sul discorso Street. Spesso mi sono trovato a scattare senza neppure inquadrare, ossia con la fotocamera ad altezza pancia. In quel caso la grande forza sono il soggetto e le sue interazioni con ciò che lo circonda. I dialoghi. I paradossi.
      Saluti e grazie dell’intervento

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