Richiamarsi al surreale. Nell’Officina Di Marco “Fetch”

Foto di Maria Novello

Sono sempre stato attento (ed ammetto un po scettico) sia nel proporre sia nel leggere delle fotografie che vanno oltre alla consuetudine della realtà. Il pericolo di passare dal surrealismo al famolo-stranismo è sempre presente e non va sottovalutato.

Foto di Antonio E. Ojeda

La diffusione oramai sfrenata di filtri fotografici ready-made per smartphone (ma non solo) ed una dilagante contro cultura “al ribasso” dell’immagine, ci hanno orami colpiti ed assediati.

Sembra che un certo tipo di post produzione e/o di filtro scenico ad effetto, siano oramai indispensabili per sorprendere e (purtroppo) per ottenere “buone immagini”.

Ritratti strampalati con improbabili effetti HDR e cromie discutibili, solo per fare uno degli esempi più comuni.

La mia non è una crociata contro questi “strumenti”, ma verso coloro che ne abusano o che ne fanno un uso che definire “improprio” è un termine benevolo.

E’ per tale motivo che questa volta ho volutamente selezionato fotografie che praticamente non hanno effetti marcati di post produzione, al netto della comune conversione in BW e delle regolazioni di luminosità e contrasto.

Sono belle fotografie che giocano sui “richiami” tra gli elementi di scena.

Foto di Antonella Barra

Che si tratti di ombre, silhouette, street art, o soggetti ambientati, le 4 immagini odierne ci raccontano storie; leggere, ironiche, poetiche e spensierate, con una vena di surrealismo ben ricercato dagli Autori e la presenza di un convincete dialogo tra i soggetti presenti, interamente o meno sul piano visivo.

Fotografie di qualità che ci possono dare degli spunti piacevoli per provare anche noi ad uscire da certe dinamiche della performance visiva come protagonista prima dei contenuti.

Qui sono i contenuti a prevalere. Un lessico perfettamente leggibile dall’osservatore, senza interferenze o evidenti paradossi di composizione a distrarre dal racconto.

Fetch


Le Immagini sono di Antonella Barra, Antonio E. Ojeda,
Maria Novello e Mirko Fambrini.


Foto di Mirko Fambrini


La Gabbia Armonica, Aprile 2017

 

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