Stefania Valvola, Nell’Officina Di Marco “Fetch”

Tra le Autrici pubblicano su La Gabbia Armonica, Stefania Valvola ha condiviso con noi diverse fotografie, frutto di uno sguardo che si esprime con connotati differenti a seconda del contesto in cui si cala. I soggetti umani sono spesso il target preferito da Stefania, che analizza incuriosita (quasi con occhio antropologico); un esempio l’album “life is a beach” con chiari richiami alle celebri opere di Bruce Gilden.
L’immagine che vi offre oggi l’officina è deliziosamente pacata.
L’Autrice ci porta in un luogo tipicamente “popolare” (il treno) sul quale il viaggio, lo spostamento, l’incontro (casuale o predeterminato) e la condivisione si mescolano.

Foto di Stefania Valvola

Il ritratto ambientato può regalare emozioni piacevoli quando il soggetto umano si integra in armonia con lo sfondo, ove per “integrazione” s’intende una sommatoria di elementi visivi anche molto differenti tra loro se presi singolarmente: attinenza dello sfondo con l’azione del soggetto, associazioni cromatiche, semplicità dell’inquadratura, dinamica, linee guida, luce, ecc.

Nel caso della fotografia di Stefania, la parte destra (più in ombra) rappresenta una quinta funzionale all’apertura della scena verso il quadrante opposto;  allo stesso tempo blocca la lettura nel centro dell’azione. Si noti inoltre anche la netta suddivisione del fotogramma in aree cromaticamente ben distinte (Figura 1).

figura1Figura 1 – L’ampia quinta a destra blocca la lettura al centro dell’azione.
Le cromie sono piacevolmente suddivise in aree ben distinte tra loro
 

La postura del soggetto, sebbene trattasi di una scena molto statica, è il fulcro dinamico dell’immagine con una sorta di “Z” inclinata verso il basso a sorreggere l’ampio cerchio della testa (Figura 2, tratteggio giallo). All’interno delle linee guida si “scoprono” due importanti particolari essenziali per la narrazione e la percezione che ha il lettore di cosa sta accadendo (Figura 2, numeri rossi).

figura2Figura 2 – La parte centrale della scena è formalmente molto dinamica
in contrasto con la scena silenziosa e pacata
 

Il riflesso del volto sul finestrino del vagone è un classico della fotografia, ed anche in questo caso svolge egregiamente il suo lavoro, ampliando la lettura del soggetto e svelandone più compiutamente l’espressione assorta, serena e concentrata (Figura 3). L’elemento geometrico bianco che si osserva sullo sfondo può essere percepito come “disturbo”; come sempre è un discorso molto soggettivo. Personalmente mi piace e da forza proprio al riflesso del volto, costringendo il lettore a tornare più volte su quella parte del fotogramma (basta metterci un dito sopra per rendersi conto).  

figura3Figura 3 – Il riflesso del volto sul vetro è spesso un elemento vincente di una scena.
A patto che l’espressione sia funzionale alla narrazione
 

Qualsiasi osservatore, nell’avvicinarsi a questa bella fotografia, ne percepisce immediatamente la pacatezza, la piacevole armonia e l’atmosfera intima. Questo accade anche per una lettura certamente meno approfondita di quella che vi ho presentato, ma proprio per i motivi di cui vi ho parlato! Tutto è in equilibrio e funziona bene, dal punto di vista delle linee di forza, dei pesi formali e cromatici.
Stefania Valvola ci ha quindi proposto in modo semplice e molto efficace uno spaccato dei giorni nostri, in un contesto così “comune” ed evocativo; uno dei tanti viaggi in treno che ogni giorno ci vede protagonisti delle nostra vite.

Maggio 2014

Marco de “Fetch” Lano

 

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